Continuano le polemiche sulla Festa della Caccia che si è svolta lo scorso weekend a Pollein e in particolare sui finanziamenti pubblici (50 mila euro), elargiti dalla Regione per l’organizzazione dell’evento.
Dopo le centinaia di mail inviate dagli ambientalisti al Presidente della Regione e in seguito alla protesta ufficiale dell’Enpa, l’ente nazionale protezione animali, la parola è passata agli imputati, i cacciatori. Ieri il presidente di Enalcaccia, Santo Diano, con un comunicato stampa ha replicato alle accuse. “Forse non tutti sanno che i cacciatori valdostani – scrive Diano – oltre le normali tasse che gravano su tutti i cittadini, versano nelle casse dell’Amministrazione Regionale due altre tasse specifiche; forse non tutti sanno che ogni anno le tasse che pagano i cacciatori per esercitare l’attività venatoria fanno entrare nelle casse della Rava oltre 500 mila euro”.
“Forse non tutti sanno – prosegue – che dedotti i costi amministrativi dell’organizzazione, circa 200 mila euro, ogni anno rimangono a disposizione per i danni provocati dalla fauna e per i progetti legati alla gestione della fauna selvatica la non disprezzabile cifra di 300 mila euro. Forse non tutti sanno che attorno alla gestione venatoria si muove un mondo fatto di opportunità, di lavoro sia professionale che di servizio o di scambio di beni, che a livello Nazionale è stimato in circa un miliardo di euro. Forse non tutti sapevano che la somma stanziata dall’Amministrazione regionale per la manifestazione del 19 e 20 maggio scorso è ben minore del 10% della contribuzione dei cacciatori nei due anni e che, quindi, si può parlare di autofinanziamento. Forse non tutti sapevano che quella manifestazione non era solamente una ‘mangiata in allegria’ ma un momento di confronto per analizzare i risultati della gestione e per far incontrare il mondo produttivo con i possibili fruitori”.
Via libera al disegno di legge che modifica la gestione dell’attività venatoria
Intanto dalla terza Commissione consiliare ‘Assetto del territorio’ della Regione Valle d’Aosta arriva l’ok , espresso a maggioranza, con l’astensione del gruppo Alpe, al nuovo testo del disegno di legge che modifica la legge regionale 64/1994 sulle norme per la tutela e la gestione della fauna selvatica e per la disciplina dell’attivita’ venatoria.
Il provvedimento si compone di dieci articoli, le cui disposizioni – come spiega il relatore, Mauro Bieler (Uv) – "risolvono alcune anomalie esistenti, in particolare sulla suddivisione territoriale dei cacciatori: per un maggiore equilibrio e una piu’ efficace omogeneità, si è stabilito che le sezioni comunali siano composte da un minimo di nove e un massimo di ottanta cacciatori".
‘La nostra astensione – spiega Giuseppe Cerise (Alpe) – non è legata ai contenuti, peraltro condivisibili, ma sul metodo adottato dalla Commissione: dato che il provvedimento normativo prevede che la circoscrizione numero 5, composta unicamente dalla sezione comunale di Aosta, sia inglobata alla numero 3, corrispondente ai Comuni della Coumba Freida, abbiamo chiesto più volte di poter audire i rispettivi Presidenti. Non avendo ricevuto una risposta favorevole, abbiamo optato per l’astensione’.
