Nonostante persista uno squilibrio di genere nella cura dei figli, qualcosa nel mondo della paternità sta cambiando, e in meglio. In occasione della Festa del Papà, una ricerca di Save The Children basata su dati Inps fotografa il ricorso al congedo di paternità.
Sono sempre più i papà che compiono passi concreti verso una più equa condivisione delle responsabilità familiari. In Italia nel 2024, ultimo dato disponibile, oltre il 64% dei padri lavoratori dipendenti ha usufruito del congedo obbligatorio. Il 59% dei padri che usufruiscono del congedo risiede nel Nord Italia (107.273), il 19% nel Centro (34.130) e il 22% nel Sud e nelle Isole (40.236). In Italia, oggi, più di tre padri su cinque utilizzano questo strumento.
Anche in Valle d’Aosta cresce il numero dei padri che utilizzano il congedo di paternità obbligatorio. Se nel 2020 erano 239 (430 le madri, pari al 55% circa), nel 2021 sono saliti a 303, fino a raggiungere il picco di 359 nel 2023, per poi scendere a 320 (360 le madri, pari all’88% circa) nel 2024.

Nel 2024, la maggior parte dei beneficiari del congedo obbligatorio si colloca nella fascia d’età 25-44 anni (190 padri), seguita dagli over 45 (27) e dagli under 24 (3). Un dato in linea con il quadro nazionale, dove prevalgono padri con occupazioni stabili e consolidate.
Resta invece limitato, anche in Valle d’Aosta, il ricorso al congedo parentale (facoltativo): 11 beneficiari nel 2020, 3 nel 2021 e 10 nel 2022. Non sono disponibili dati aggiornati per il 2023 e il 2024, ma il quadro evidenzia comunque un utilizzo ancora ridotto rispetto al congedo obbligatorio.
Il congedo di paternità obbligatorio rappresenta uno strumento per favorire la condivisione della cura familiare. Prevede 10 giorni lavorativi retribuiti al 100%, fruibili dai due mesi precedenti ai cinque mesi successivi alla nascita (o adozione/affidamento), anche in modo non continuativo. In caso di parto plurimo, i giorni raddoppiano a 20. Dal 2022, inoltre, anche i lavoratori autonomi possono accedere al congedo parentale: il decreto legislativo 30 giugno 2022, n. 105 ha introdotto la possibilità di usufruire di 3 mesi di congedo indennizzato entro il primo anno di vita del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento).
Accanto al congedo obbligatorio esiste il congedo parentale (facoltativo), retribuito solo parzialmente, utilizzabile fino ai 12 anni del figlio. Prevede tre mesi non trasferibili per il padre, oltre ad ulteriori mesi subordinati a specifiche condizioni.
Il congedo parentale, invece, non spetta ai lavoratori autonomi, agli iscritti alla Gestione separata e ai liberi professionisti, salvo casi particolari che impediscono alla madre di beneficiare del congedo di maternità (decesso, grave infermità, abbandono o affidamento esclusivo al padre).
