Fosson: “Il riordino della Sanità regionale territoriale è una sfida complessa”

"Esistono criticità importanti - ha spiegato Fosson - perché non esiste un quadro legislativo nazionale: questo vuoto normativo è negativo per una riforma che bisogna portare avanti con la condivisione tra i diversi attori".
Società

"Il riordino della Sanità regionale territoriale è una sfida complessa ma confermiamo la nostra attenzione al territorio, sia per l’aumento dei malati cronici sia per la diminuzione delle ospedalizzazioni". L’assessore alla Sanità Antonio Fosson ha risposto così, questa mattina, a un’interpellanza posta dal gruppo Alpe. "Nei distretti è ripresa l’attività di prevenzione, di incontri e dibattiti sulle questioni sanitarie. Stiamo lavorando all’aggiornamento del Piano salute e benessere e penso di poter presentare alla quinta Commissione un documento entro la fine di giugno. Riguardo ai modelli previsti, tutto si rifà al Patto della salute, in cui si prevede un modo diverso di fare medicina territoriale, lavorando in modo sinergico tra specialisti e associazioni".

Fosson ha poi ammesso che esistono "criticità importanti perché non esiste un quadro legislativo nazionale: questo vuoto normativo è negativo per una riforma che bisogna portare avanti con la condivisione tra i diversi attori. Siamo tuttavia convinti della necessità di una riorganizzazione: il territorio deve essere rinforzato e in quest’ottica bisogna superare i localismi perché, purtroppo, non sempre troviamo tutti d’accordo. Sicuramente un quadro legislativo nazionale ci supporterebbe nelle nostre scelte".

Risposte che non hanno convinto la consigliera Patrizia Morelli che in sede di replica ha evidenziato che "sì, sono argomenti complessi, ma ci aspettavamo qualche risposta concreta in più. Attendiamo quindi con ansia di vedere la delibera di riorganizzazione che sarà sottoposta alla Commissione consiliare. Bisogna assolutamente governare il cambiamento, prendendo delle decisioni con coraggio e senso di responsabilità. Crediamo tuttavia che qualche spinta in più ci debba essere: bisogna proseguire con convinzione in questo percorso, colmando il fossato che esiste tra i medici ospedalieri e i medici di medicina generale.» 

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