In Valle d’Aosta si contano ogni anno circa 400 ictus, tra nuovi casi e ricadute. Di questi 100 colpiscono persone al di sotto dei 54 anni. Il 60% di coloro che vengono colpiti da questa malattia devono fare i conti, dopo, con una grave inabilità e necessitano di un’assistenza sanitaria e di cure da parte della famiglia o di strutture apposite con un costo annuale e medio che si aggira intorno ai 30 mila euro.
Sono i dati emersi nello studio “Ictus Cerebrale – I costi sociali e i bisogni assistenziali” realizzato dal Censis insieme all’Associazione Alice (Associazione per la lotta all’ictus cerebrale) grazie alla collaborazione del Dipartimento di Scienze neurologiche e psichiatriche dell’Università di Firenze e con il sostegno del Ministero della Salute.I risultati dello studio sono stati presentati questa mattina, martedì 11 ottobre, nel corso di un incontro con la stampa organizzato dall’Associazione Alice."Con questo studio, realizzato a livello nazionale, andiamo a colmare un vuoto di conoscenza sull’ictus, una malattia ad alta diffusione e ad alto impatto sociale" ha sottolineato Giuseppe D’Alessandro, neurologo dell’Ospedale Parini e fondatore di Alice.
L’ictus cerebrale è la prima malattia per invalidità, la seconda per demenza e rappresenta ancora la terza causa di mortalità in Italia. Colpisce sia gli uomini che le donne in particolare nella fascia che va dai 70 agli 85 anni. "E’ una patologia importante – continua D’Alessandro – che comporta disturbi motori, nella parola e nell’equilibrio a cui si sommano i costi, economici e non, dovuti alla necessaria riabilitazione e ai bisogni di cura che, generalmente, vengono prestati dal coniuge o dai figli". Secondo uno studio relativo al 2005 in 1648 sono le persone sopravissute ad un ictus, il 72% vive a domicilio, il 16% in comunità e il 12% presso la famiglia.
Due le parole d’ordine per combattere l’ictus: la prevenzione e l’intervento tempestivo. "I soggetti a rischio, con ipertensione o con aritmia cardiaca sarebbe meglio che facessero qualche esame e visita in più, ma il più delle volte non sanno di essere a rischio" sottolinea ancora D’Alessandro.
Per sostenere la prevenzione l’Associazione Alice aderisce anche questo anno alla giornata mondiale di lotta all’ictus prevista il 29 ottobre prossimo. "Dalle 8.30 alle 13 apriremo le porte dell’associazione alle persone che vorranno sottoporsi ad esami o effettuare uno screening" ha annunciato la presidente di Alice Lorella Zani. "In questa giornata purtroppo non potremo fare l’ecodoppler carotideo: siamo in attesa di sostituire lo strumento che serve per questo esame". Costo dell’apparecchio: 25 mila euro che Alice sta cercando di recuperare tramite raccolte fondi, contributi di enti pubblici e risparmi dell’associazione. "Se qualcuno volesse darci anche un piccolo contributo è ovviamente bene accetto" dice la Zani
