Non sarà più soltanto un dormitorio, ma un centro di accoglienza multifunzionale rivolto a persone in situazione di difficoltà: dal prossimo 2 febbraio sarà ufficialmente operativo il Centro servizi per il contrasto alla povertà nella Casa Benedino, in via Stevenin. L’edificio, messo a disposizione dal Comune di Aosta in comodato d’uso alla Regione, è stato ristrutturato con i fondi del PNRR – per un totale di circa un milione di euro – e dato in gestione alla cooperativa sociale La Sorgente. I destinatari del centro saranno persone in condizione o a rischio di povertà, compresi coloro che vivono situazioni di marginalità estrema e senza dimora.
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Centro Servizi per il contrasto alla povertà
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Centro Servizi per il contrasto alla povertà
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Centro Servizi per il contrasto alla povertà
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Centro Servizi per il contrasto alla povertà
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Centro Servizi per il contrasto alla povertà
“Non è stata solo una ristrutturazione, ma una sfida – ha sottolineato l’assessore alla sanità, salute e politiche sociali Carlo Marzi – Prima era un luogo per persone in primaria difficoltà, oggi è un luogo di prima accoglienza per persone con difficolta multidisciplinari. Non soltanto delle mura rinnovate, ma un cambio di paradigma”.
Il Centro
Oltre al dormitorio, già presente in precedenza, il nuovo Centro accoglie al suo interno spazi e servizi aggiuntivi. Al piano terra sono stati realizzati un ingresso con front office per la presa in carico e l’orientamento degli utenti, una camera per il custode, servizi igienici e una stanza con lettino medico destinata al presidio sanitario. Quest’ultimo sarà attivo 3 ore alla settimana, il martedì dalle 14.30 alle 17.30, e si potrà accedere senza prenotazione. “Siamo in una fase di rodaggio”, ha spiegato Riccardo Jacquemod, presidente della cooperativa La Sorgente, parlando della possibilità, in futuro, di ampliare l’orario del presidio.

Al piano superiore rimane il dormitorio con un totale di nove posti letto. La scelta di mantenere l’accesso solo agli uomini è legata all’impossibilità di separare adeguatamente gli spazi, in particolare quelli dedicati alle docce. Il numero dei posti, inferiore rispetto al passato quando erano dodici, deriva invece dalla riconversione di parte dell’edificio per ospitare i nuovi servizi. L’accesso al dormitorio sarà consentito dalle 17.30 alle 21, con uscita alle 7.30. Ogni utente potrà usufruirne per un massimo di 40 giorni, dopo i quali scatterà una pausa obbligatoria di sei mesi.
Nel piano interrato, oltre alla lavanderia aperta a chi ne avesse necessità, è presente anche una cucina dove poter riscaldare i pasti portati dagli utenti. Non sarà possibile cucinare, mentre la colazione verrà fornita alle persone che utilizzano il dormitorio.

I lavori, finanziati con il PNRR, sono costati circa un milione di euro: “Il cantiere della Casa Benedino è durato un anno e mezzo, dalla progettazione alla consegna, ed è costato un milione – ha evidenziato Corrado Cometto, Assessore comunale alle Opere pubbliche, al Patrimonio, alla Cura della Città e del Territorio – in Italia, per opere di importo simile, la media è di circa cinque anni”.
I servizi
“Prima la mattina si chiudeva la porta e la struttura rimaneva deserta fino alle sei di sera. Da quest’anno la casa sarà operativa anche di giorno con una serie di servizi. Sarà un lavoro che andrà avanti per tanto tempo, in stretta sinergia con le istituzioni, come la Caritas (che aveva in gestione il dormitorio in precedenza ndr), e il Banco alimentare”, ha spiegato Jacquemod.
Il centro offrirà assistenza legale e medica, oltre a garantire la presenza di un assistente sociale e di un mediatore linguistico. Sono previsti anche un servizio di fermo posta e la possibilità di attivare un domicilio postale, oltre a un supporto all’inserimento lavorativo e all’accompagnamento nella ricerca di soluzioni abitative adeguate.








Una risposta
Nove posti letto, ridicolo