Video 

Perché Artemis II è partita verso la Luna

Dopo mezzo secolo, l’essere umano torna oltre l’orbita terrestre. Il ricercatore Andrea Bernagozzi spiega perché questa missione conta così tanto, anche se non prevede l’allunaggio.
Società

Per la prima volta dal 1972, anno di Apollo 17, un equipaggio umano è tornato a viaggiare oltre l’orbita terrestre. È successo nella notte tra il 1° e il 2 aprile, quando la missione Artemis II della NASA ha preso il via, segnando il ritorno dell’uomo verso la luna dopo oltre cinquant’anni.

A bordo ci sono quattro astronauti: Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch, la prima donna a compiere un viaggio verso la luna, e Jeremy Hansen. La missione durerà una decina di giorni e servirà come banco di prova per le prossime spedizioni: l’equipaggio, infatti, non scenderà sulla superficie lunare, ma dopo il passaggio intorno al satellite tornerà sulla Terra.

“Tecnicamente non saranno in orbita intorno alla Luna, ma la traiettoria farà un giro intorno alla Luna”, spiega Andrea Bernagozzi, ricercatore dell’Osservatorio astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta. “C’è anche un motivo di carattere tecnico, perché è una missione di prova, di test di nuove tecnologie”.

La traiettoria scelta ha anche un valore prudenziale. “È una traiettoria speciale che, nel caso malaugurato qualcosa non dovesse funzionare, grazie alla gravità di Terra e Luna combinata porterà automaticamente la navicella a ritornare sulla Terra”, osserva il ricercatore. In altre parole, il percorso è stato progettato in modo da sfruttare la dinamica gravitazionale del sistema Terra-Luna per facilitare il ritorno, anche in caso di problemi. “Quindi è una precauzione molto importante, che ci fa capire anche come mai ci abbiamo messo così tanto tempo a tornare da quelle parti”.

Ed è proprio questo uno degli aspetti centrali della missione. Se negli anni Sessanta e Settanta l’obiettivo era soprattutto dimostrare che l’uomo fosse in grado di arrivare sulla Luna, oggi lo scenario è cambiato. Il punto, ora, è capire se la Luna possa diventare una base per missioni future e un luogo in cui sperimentare tecnologie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google. e Termini di servizio fare domanda a.

Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte