Pianeti extrasolari, l’Osservatorio valdostano co-protagonista di un’importante scoperta

I ricercatori dell'Inaf il 2 luglio hanno annunciato di aver individuato due pianeti attorno alla stella XO-2S, cioè la stella più meridionale tra le due che formano il sistema binario XO-2. St-Barthélemy determinante nel confermare la scoperta.
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C’è anche un po’ di Valle d’Aosta nella scoperta di una nuova famiglia di sistemi stella-pianeta da parte del programma GAPS, Global Architecture of Planetary Systems. I ricercatori lo scorso 2 luglio hanno annunciato di aver individuato due pianeti attorno alla stella XO-2S, cioè la stella più meridionale tra le due che formano il sistema binario XO-2. Ovvero è stato, per la prima volta, individuato un sistema binario in cui entrambe le stelle hanno un proprio sistema planetario. E la Valle d’Aosta, con l’Osservatorio Astronomico di Saint-Barthélemy, ha dato un contributo determinante alla conferma di questo pianeta extrasolare.

“Per la scoperta dei due pianeti di XO-2S   – spiega Paolo Calcidese, coordinatore delle attività di ricerca scientifica dell’osservatorio regionale – sono state decisive le osservazioni di follow up compiute all’Osservatorio Astronomico a Saint-Barthélemy". Ovvero le osservazioni fatte qui in Valle d’Aosta hanno confermato la scoperta realida un’équipe guidata da Silvano Desidera dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), Osservatorio Astronomico di Padova.

“Il nostro centro di ricerca non è inserito nel programma GAPS – aggiunge Enzo Bertolini, direttore dell’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta e del Planetario di Lignan – Però siamo l’unico osservatorio astronomico regionale a avere un accordo di collaborazione con l’INAF per attività di ricerca, didattica e divulgazione. In particolare collaboriamo con l’INAF di Torino per il progetto APACHE, che prevede lo studio di circa 3000 stelle con una batteria di cinque telescopi robotizzati da 40 cm di apertura”. Nonostante  XO-2S non facesse parte di questo campione, i ricercatori a Saint-Barthélemy hanno deciso di collaborare con i colleghi di Padova e così fra dicembre e aprile hanno puntato  per 60 notti cinque telescopi al monitoraggio della stella. Per ben 42 notti sono stati raccolti dati utilizzabili che hanno permesso ai ricercatori di Gaps di avere una conferma della propria scoperta.

“È stato grazie alle osservazioni fatte a Saint-Barthélemy  – spiega ancora Bertolini – che hanno avuto conferma di essere riusciti nell’impresa. Per questo anche ricercatori del nostro staff sono co-autori della pubblicazione scientifica che annuncia la scoperta”.

Oltre a Paolo Calcidese e Davide Cenadelli, hanno compiuto il monitoraggio intensivo di XO-2S anche Albino Carbognani, ricercatore dell’Osservatorio Astronomico valdostano, e i ricercatori dell’INAF di Torino Mario Lattanzi, Alessandro Sozzetti e Ron Drimmel, più il giovane laureando dell’Università degli Studi di Torino Lorenzo Gioannini. Le maggiori responsabilità scientifiche, sia per il follow up di XO-2S che per il progetto APACHE, le hanno avute però Jean Marc Christille, Mario Damasso e Paolo Giacobbe, dottorandi rispettivamente negli atenei di Torino, Padova e Trieste (gli ultimi due hanno da poco conseguito il titolo di dottore di ricerca).

Un risultato importante per l’Osservatorio valdostano che da tempo sta diventando un punto di riferimento nel settore. “Le nostre pubblicazioni scientifiche, ormai più di 50, hanno suscitato interesse al punto che riceviamo sempre più richieste di collaborazione, che cerchiamo di accogliere nei limiti delle nostre forze. – conclude Bertolini –  Abbiamo laureandi e soprattutto dottorandi che svolgono il lavoro di tesi studiando per gran parte del proprio tempo a Saint-Barthélemy, avendo come tutor un ricercatore del nostro staff insieme al quale sono impegnati in progetti di avanguardia”.

Lo studio del sistema doppio XO-2 aiuterà gli studiosi a capire meglio come si formano i pianeti, quindi anche come si è formata la Terra.

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