Il National Geographic America prende spunto da un progetto di ricerca dell’Università della Valle d’Aosta per un reportage.
Ad attrarre l’attenzione della rivista internazionale è stato il progetto “Early maternal vocal intervention, songs and speech, in Neonatal Intensive Care” il cui responsabile scientifico è la professoressa Maria Grazia Monaci, docente ordinario di Psicologia sociale dell’Ateneo valdostano.
La ricerca è condotta dalla dottoressa Manuela Filippa, Dottore di ricerca in Psicologia dello sviluppo e Assegnista di ricerca presso l’Univda.
La ricerca si propone di valutare gli effetti del contatto vocale genitoriale come strumento non farmacologico per la gestione del dolore del neonato prematuro, durante le procedure dolorose di routine in Terapia Intensiva Neonatale. Si ipotizza infatti che la presenza vocale materna diretta abbia un’azione stabilizzatrice sul neonato pretermine e possa avere effetti positivi a seguito della procedura dolorosa. Una seconda ipotesi di ricerca è che le mamme coinvolte nello studio in oggetto registrino ridotti livelli di stress durante il ricovero del proprio bambino nel reparto di Patologia Neonatale.
Il progetto di ricerca è finanziato con il contributo dell’Università della Valle d’Aosta, dell’Assessorato Sanità, Salute e Politiche Sociali, dell’Azienda USL della Valle d’Aosta, del Rotary Club Aosta e dello Zonta Club Aosta Valley.
I risultati dell’indagine scientifica verranno resi pubblici nell’autunno sia con la pubblicazione di articoli scientifici sia attraverso incontri divulgativi.
Il fotografo del National Geographic ha scattato venerdì 18 maggio le fotografie per il reportage sul progetto di ricerca condotto dall’Università della Valle d’Aosta. Il servizio verrà inserito in un numero della rivista National Geographic dedicato alla medicina individualizzata.
