Dopo 20 anni di “digiuno” – tanti ne sono passati da Torino 2006 l’indimenticabile oro conquistato da Fulvio Valbusa, Giorgio di Centa, Pietro Piller Cottrer e Cristian Zorzi – la staffetta italiana dello sci di fondo torna sul podio dei Giochi olimpici invernali. E lo fa con un Federico Pellegrino monumentale, in quarta frazione, autore di un’impresa che entra di diritto nella storia dello sport italiano e che vale una medaglia di bronzo incredibile per l’Italia. Per il valdostano si tratta della terza medaglia olimpica in carriera (oltre alle 7 mondiali), dopo i due argenti conquistati nelle sprint di Pyeongchang 2018 e Pechino 2022.
La squadra azzurra era composta, oltre che dal poliziotto di Nus, da Davide Graz ed Elia Barp per le frazioni in tecnica classica, mentre in terza frazione, in skating, è stato impegnato Martino Carollo.
La gara
In prima frazione, in tecnica classica, Davide Graz se l’è dovuta vedere con l’americano Ogden e il norvegese Ibersen, rimanendo nel gruppo fino a quando, poco prima del sesto chilometro di gara, proprio Ogden ha deciso di attaccare. Graz ha risposto prontamente, rilanciando l’azione dello statunitense e formando un terzetto con il norvegese. Al passaggio del testimone, davanti transitano Norvegia, Stati Uniti e Canada, con Finlandia e Francia staccate di pochi secondi.
Per Elia Barp il compito è restare il più possibile insieme al norvegese Nyenget e all’americano Schumacher. La missione riesce quasi fino al termine della frazione, anche grazie al rientro del francese Lapalus e del finlandese Niskanen, che ricompattano il gruppo. I sei viaggiano insieme fino all’ultima salita, quando l’attacco furioso di Nyenget fa saltare le strategie: dietro di lui reagisce solo Niskanen, mentre gli altri restano attardati. Al cambio la Norvegia vola verso l’oro con 10 secondi sulla Finlandia; a 14 secondi il gruppo con Italia, Stati Uniti, Francia e Canada.
A metà gara cambio di atleta e di tecnica, con Martino Carollo che, insieme al francese Desloges, ricuce subito lo strappo con la Finlandia di Ruuskanen e si lancia all’inseguimento dell’imprendibile norvegese Hedegart. Italia e Francia mettono nel mirino le medaglie, lasciando indietro Canada, Stati Uniti e Finlandia. Desloges allunga, Carollo soffre nell’ultimo chilometro ma difende la posizione, restando agganciato fin dove possibile prima di cedere qualche metro nel finale.
All’ultimo cambio Klaebo parte con 37 secondi di vantaggio sul francese Lovera, un margine incolmabile per l’oro. La lotta per argento e bronzo vede Federico Pellegrino staccato di 20 secondi dal finlandese Anttola.
Il valdostano getta il cuore oltre l’ostacolo, alla sua ultima Olimpiade, e recupera l’intero svantaggio, riprendendo l’avversario già a metà frazione. Con esperienza e lucidità, il poliziotto di Nus resta in scia per un paio di chilometri, risparmiando energie in vista di una volata finale che non sarà però necessaria: Pellegrino ne ha più di Anttola e sull’ultima salita stacca il finlandese. Chicco chiude terzo, conquistando una splendida medaglia di bronzo per l’Italia, dietro a Norvegia (che festeggia il nono oro di Klaebo, mai nessuno come lui nella storia, ndr) e Francia.
“Questa medaglia la sogno da molto tempo, da quando 4 anni fa ho iniziato a sognare di correre le olimpiadi in casa – ha spiegato Pellegrino – ho visto la squadra crescere e oggi è stato incredibile, è il risultato di cui forse sono più orgoglioso nella mia carriera”.
