Lorenzo Sommariva è al suo terzo appuntamento con le Olimpiadi invernali. Per due volte, a PyeongChang e Pechino, non era riuscito a superare lo scoglio dei quarti di finale nello snowboardcross, mentre nel team event del 2022 – disciplina al debutto proprio in Cina – aveva chiuso quarto con Caterina Carpano, nel giorno dell’argento di Omar Visintin e Michela Moioli. “Era andata bene anche così, meglio quarti che niente. È un bagaglio positivo anche quello”, ricorda.
Sommariva vive a Chamois da quando ha 18 anni, quindi è sempre stato considerato nella spedizione olimpica valdostana, e a Milano Cortina sarà il terzo rossonero con più esperienza a cinque cerchi, dopo Brignone e Pellegrino. “A Pechino non è stato bellissimo per via delle misure contro il Covid, mentre in Corea ero molto emozionato: era la mia prima Olimpiade e non sapevo cosa aspettarmi”, racconta Sommariva.
La squadra è a Livigno per ambientarsi e studiare le piste, e questo aiuta molto a focalizzarsi senza troppe distrazioni perché, come il genovese di origine ben sa, “è controproducente pensare ad altro. Al momento la vivo come una gara normale di Coppa del Mondo, in maniera tranquilla. Parto per fare il mio e dare il massimo: in questa stagione ho fatto quello che andava fatto, sono riuscito ad esprimere quello che so fare anche se magari in alcune gare il risultato non è arrivato. A Cervinia non ero molto concentrato nella gara individuale, poi in quella a squadre è andata bene con il secondo posto insieme a Michela Moioli. In squadra c’è una bella coesione, sono arrivate Lisa [Francesia Boirai, nda], Sofia [Groblechner, nda] e Filippo [Ferrari, nda] a rinfrescare l’ambiente, un po’ di gioventù non fa mai male”.
