Poteri regolatori locali per la gestione dei picchi di affluenza (veicoli, treni, imbarcazioni); strumenti per regolamentare l’offerta di posti letto, evitando concentrazioni eccessive; maggiore flessibilità nelle assunzioni di personale a tempo determinato, soprattutto per servizi essenziali, ma anche maggiore autonomia fiscale, per disporre di risorse adeguate alla gestione dell’impatto turistico. E’ quanto chiedono i sindaci di alcune fra le località simbolo del turismo italiano, riunitisi nei giorni scorsi ad Amalfi nell’ambito del Summit nazionale “Destinazioni e comunità per un turismo più sostenibile”, che si è svolto il 3 e 4 aprile ad Amalfi. All’evento, promosso dalla Repubblica Marinara e patrocinato da Anci Campania, hanno partecipato oltre 25 sindaci e amministratori da alcune delle principali località turistiche italiane, tra cui Courmayeur e Ayas, rappresentate rispettivamente da Roberto Rota e Alex Brunod.
Obiettivo del confronto: costruire una proposta unitaria per affrontare le sfide comuni delle destinazioni ad alta pressione turistica. Un primo passo è stata la proposta di istituire le Zone Turistiche Speciali (ZTS), territori in cui gli amministratori locali avrebbero poteri normativi aggiuntivi per gestire in modo più efficace circolazione, accessi e flussi.
A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Amalfi Daniele Milano, che ha sottolineato la necessità di riconoscere la specificità dei Comuni turistici, spesso penalizzati da parametri demografici: “Il turismo è la nostra ricchezza, ma va fondato su quattro pilastri: allineamento strategico, sostenibilità, qualità dei servizi e tutela dell’identità dei luoghi.”
Dalla Costiera Amalfitana al Golfo di Napoli, la richiesta è unanime: strumenti concreti per bilanciare il turismo con la qualità della vita dei residenti. Il sindaco di Capri Paolo Falco ha proposto di fissare limiti orari agli sbarchi: “Vogliamo tutelare chi ci visita e chi ci vive. Serve un equilibrio tra interessi privati e comunità locale.” Su questo tema è in fase di avvio uno studio scientifico sulla sicurezza portuale, condiviso anche dal sindaco di Ischia Enzo Ferrandino.
Anche il sindaco di Napoli e presidente nazionale Anci Gaetano Manfredi ha sottolineato il bisogno di rivedere i meccanismi regolatori: “Serve una proposta nazionale che tenga conto delle esigenze delle piccole e grandi realtà turistiche.”
Courmayeur: serve chiarezza sulla fiscalità
Dal versante alpino, il sindaco di Courmayeur Roberto Rota ha sollevato il tema dell’IMU e delle seconde case adibite a residenza principale, richiamando la necessità di chiarezza normativa: “Il mancato versamento ha un impatto significativo per i Comuni. Le recenti sentenze della Cassazione non aiutano a definire un quadro chiaro.”
Secondo il presidente della Commissione Turismo del Senato Luca De Carlo, il Summit è stato l’occasione per ascoltare chi vive quotidianamente i problemi del territorio: “I sindaci sono i custodi delle comunità. Le proposte della Carta di Amalfi vanno ascoltate e tradotte in azioni concrete.”
Richieste condivise anche da Arzachena, Pinzolo, Polignano a Mare e Riomaggiore, che evidenziano come l’alta affluenza turistica, se non regolata, rischi di compromettere la vivibilità e la coesione sociale.
“Non vogliamo numeri chiusi, ma la possibilità di intervenire quando la pressione turistica mette a rischio l’equilibrio del territorio” ha spiegato il sindaco di Polignano Vito Carrieri. Una posizione confermata anche dalla sindaca di Riomaggiore Fabrizia Pecunia: “La condivisione delle esperienze aiuta ciascuno di noi a crescere. Lavorare insieme è la strada per migliorare.”
Durante il summit è stata siglata la “Carta di Amalfi” per un nuovo rapporto tra destinazioni turistiche e comunità residenti.