Innevamento a Champorcher, Bertschy: “Serve accertare le responsabilità, ma i numeri parlano di una ripresa (+251%)”

L’assessore ha snocciolato in aula i primi numeri di questa stagione, chiarendo innanzitutto che l’impianto è costato 7,7 milioni di euro, mentre la cifra di 14 milioni fa riferimento agli investimenti complessivi effettuati da Monterosa sulla stazione sciistica nel corso degli anni.
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“È necessario accertare le responsabilità, anche dell’azione amministrativa, e posso garantire che a breve avremo un incontro con il consiglio di amministrazione della società per valutare questi e altri aspetti. Tuttavia continuare a dire che l’impianto non funziona o che non è aperto non aiuta: le cose stanno andando meglio che in passato e speriamo vadano ancora meglio, perché la stagione è appena iniziata. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni”. Sollecitato da Avs e Pd, l’assessore regionale agli impianti a fune Luigi Bertschy è intervenuto in Consiglio sul nuovo impianto di innevamento artificiale di Champorcher,

L’assessore ha snocciolato i numeri, chiarendo innanzitutto che l’impianto è costato 7,7 milioni di euro, mentre la cifra di 14 milioni fa riferimento agli investimenti complessivi effettuati da Monterosa sulla stazione sciistica nel corso degli anni. Poi i dati aggiornati al 6 gennaio: 11.831 primi ingressi contro i 1.324 dello stesso periodo dell’anno scorso e un fatturato di 172 mila euro, a fronte dei 49 mila euro della scorsa stagione.

“Se vogliamo essere roboanti siamo a +251%. Io non ho fatto questi titoli, non mi interessa, ma è per dire che l’azione di ripresa è in corso”, ha evidenziato Bertschy.

Sul fronte delle aperture, l’assessore ha precisato: “Grazie all’impianto di innevamento – che non è vero non sia mai entrato in funzione – oggi sono aperte otto piste, contro le quattro dello stesso periodo dell’anno scorso, nella parte bassa del comprensorio. È evidente che, una volta terminata l’azione della neve naturale su Cimetta, al momento non è possibile intervenire con l’innevamento artificiale”. Quanto ai consumi idrici, “se l’anno scorso erano stati utilizzati 12 mila metri cubi d’acqua, oggi siamo quasi a 32 mila metri cubi”.

Bertschy ha comunque ammesso che da parte della Giunta “non c’è piena soddisfazione. Avremmo voluto anche noi vedere l’impianto completamente funzionante già da questa stagione, e questo era l’obiettivo. Non nascondo anche un’amarezza personale, perché, vivendo alla base di quella vallata e conoscendo le persone, avrei voluto una stagione invernale ancora migliore di quella che comunque è iniziata”.

Sui problemi riscontrati Bertschy ha confermato la “perdita di quei tubi” e ha aggiunto che “se si fosse riusciti ad anticipare i lavori, alcune criticità si sarebbero potute verificare prima”. “La società – ha concluso – può e deve fare meglio e bisogna cercare di recuperare il tempo perduto”.

Nella replica, il consigliere Fulvio Centoz si è detto “ovviamente contento dell’aumento del fatturato rispetto allo scorso anno”, ma ha sottolineato che “quando ho presentato l’interpellanza risultava aperto il 47% delle piste; ieri, ricontrollando, la percentuale era scesa al 33%. Possono essere dati non aggiornati o non corretti, ma non credo che gli operatori possano ritenersi soddisfatti della situazione”.

Critica anche la consigliera Chiara Minelli: “Mi chiedo come si facciano i lavori, come si progettino e come si pensi di realizzare interventi di questo tipo. Basta leggere i commenti, la lettera di ieri e i messaggi sui social per capire che chi è preoccupato e scontento sono le persone che lavorano sul posto e quelle che frequentano la stazione. Quello che mi importa davvero è che il lavoro è stato fatto male e oggi a pagarne le conseguenze sono tutti quelli che lavorano lassù”.

La parte alta del comprensorio di Champorcher ancora off-limits: il nuovo innevamento non parte, si spera nella neve naturale

13 gennaio 2025

“Domenica e lunedì speriamo in una bella nevicata e che non ci sia vento a portarcela poi via”. È alla Dama Bianca che guarda Monterosa Ski per salvare la stagione invernale di Champorcher. Nonostante le numerose giornate di freddo, infatti, il nuovo impianto di innevamento artificiale, costato 14 milioni di euro,  non è mai entrato in funzione e resterà fermo per tutta la stagione, deludendo le aspettative di operatori e appassionati.

Al momento è possibile sciare soltanto nella parte bassa del comprensorio, servita dal vecchio impianto di innevamento, mentre la parte alta, quella di Cimetta Rossa rimane chiusa. Una situazione che l’amministratore delegato di Monterosa Ski, Giorgio Munari, spiega senza giri di parole: “Tutta colpa di un tubo che presenta delle perdite d’acqua”.

Il problema risale a quindici anni fa, quando venne posata una condotta mai entrata in funzione. “Bisognerebbe chiedere alla precedente gestione perché non sia mai stata utilizzata e perché non fosse collegata alle pompe”, sottolinea Munari. In occasione dei lavori per il nuovo impianto di innevamento, la società ha deciso di sfruttare l’infrastruttura esistente. “Sostituire tre chilometri di tubo non è uno scherzo dal punto di vista finanziario – spiega – e, in ogni caso, anche posandone uno nuovo non sarebbe stato pronto per questa stagione”.

I problemi sono emersi quando la condotta è stata messa sotto pressione. Individuare la perdita, però, si è rivelato estremamente complesso: “Il terreno è molto pietroso e l’acqua si infiltra rapidamente nel sottosuolo”. Le condizioni climatiche attuali, tra gelo e basse temperature, rendono impossibili gli interventi. Se ne riparlerà quindi in primavera.

A complicare ulteriormente il quadro anche il cambiamento delle condizioni meteo negli ultimi anni. “Le nevicate tardive hanno ridotto la finestra di lavoro di oltre un mese e mezzo nelle ultime due stagioni”, conclude l’amministratore delegato. L’obiettivo resta comunque chiaro: “Contiamo che per la prossima stagione l’impianto sia finalmente funzionante”.

Nel frattempo, Monterosa Ski continua ad affidarsi alle previsioni del tempo. Dopo aver perso il ponte dell’Immacolata e le vacanze di Natale, la società attende le prossime precipitazioni per capire se Cimetta Rossa potrà entrare in funzione. “Abbiamo comunque lavorato più dello scorso anno” aggiunge Munari. Le ultime nevicate, però, sono state in gran parte spazzate via dal vento, lasciando sulle piste soltanto una lastra di ghiaccio. Condizioni giudicate troppo pericolose dalla società per consentire l’apertura della parte alta del comprensorio in sicurezza.

14 risposte

  1. Arroganza e incompetenza, con una serie di bugie imbarazzanti. In un mondo normale salterebbero delle teste, in questa vergognosa palude no.

    1. Figurati, ci sono assessori regionali che pur di rimanere attaccati alla cadrega si fanno fare pareri legali estrosi e poi in Consiglio regionale rilasciano dichiarazioni risibili.
      Vuoi che l’amministratore delegato della società funiviaria non addossi tutta la colpa a un tubo, alla congiunzione degli astri, al gelo (in montagna, poffarbacco!), financo alle cavallette?

  2. l’assessore dimentica di dire che se a Champorcher abbiamo salvato le vacanze di Natale non è per merito del nuovo/vecchio impianto di innevamento, che praticamente è in gran parte da rifare (a spese di chi?) ma solo perchè è caduta un po’ di neve prima di Natale. non è vero che adesso è “tutto aperto a Laris” , in realtà Cimetta è chiusa dalla fine delle vacanze natalizie e si spera in una nuova nevicata. facile far sembrare chissà quale exploit con piccoli numeri di partenza. Si leggano i commenti qui, e anche sui social. la gente, turisti e residenti, ed anche gli operatori stessi sono esasperati.

  3. È sempre colpa dell’ amministrazione precedente. Come a Montecitorio da trent’anni, la solita tiritera.
    Ora attendiamo che si recuperino i soldi, attraverso aumenti di skipass e tasse di soggiorno. E la prossima stagione, ancora la stessa canzone.

  4. Mi chiedo come l’amministratore delegato di MonterosaSky possa affermare che non si deve sostituire una tubazione posata in alta montagna quindici anni fa e mai utilizzata sapendo che la pressione di esercizio può arrivare a 40 bar.
    Che fossero 1 o 2 o 3 km, visto l’investimento della regione, la tubazione dovevava essere sostituita.
    Champorcher è una stazione adatta alle famiglie ed i costi sono accessibili a tutti, se MonterosaSky vedesse più in là del proprio naso, dovrebbe investire per rendere tutto l’impianto efficiente, cabinovia Laris, seggiovia
    due posti e Ski lift.

  5. Gentile Silvia, quando uno risponde “il problema è l’amministrazione precedente” lei fa una cattivo servizio a me lettore che la leggo quando scrive “spiega senza giri di parole”, perché il sig. Munari non spiega una beata mazza. Può scrivere “risponde” se lei vuole essere neutra rispetto a chi la prende in giro e per interposta persona prende per il naso noi aficionados della valle. Poi se vuole essere più graffiante “si giustifica”, “si para il culo dicendo”, “si arrampica sui vetri”, “usa la scusa più vecchia del mondo”. Il Sig. Munari, lei è lo stesso signore che dopo non essere riuscito ad aprire al ponte dell’immacolata, il 10 dicembre sul vostro giornale scriveva “Sono strutture complesse con collaudi che richiedono circa tre settimane. Ora tutto è risolto, dobbiamo solo aspettare che si abbassino le temperature”. Io direi che sono “strutture complesse che meritano persone la cui parola valga qualcosa”. Ho visto il cv del sig. Munari. Impressionante.https://trasparenza.partout.it/content/contenuti/16/239/43991-CV%20sito%20internet_munari%20giorgio.pdf?nocache=395

  6. Una precisazione: la parte bassa non innevata con l’ impianto vecchio ma già con le aste nuove che funzionano grazie alla stazione di pompaggio nuova, e non vecchia.

  7. La prima cosa da fare era quella di provare la vecchia tubazione… Poi prendere decisioni a riguardo. Sicuro che siete all altezza della situazione?

  8. Scioccante che si scopra la perdita al momento dell’attivazione dell’impianto. Ehh abbiamo lavorato piu dell’anno scorso e allora? I soldi sono stati dati e investiti per il funzionamento dell’impianto a partire da quest’anno. Solita italianata: 14 milioni buttati nel cesso e classico scaricabarile di responsabilità. Che schifo vergognatevi

  9. Assurdo.
    Incompetenti,i collaudi vanno fatti quando c’e ancora tempo per intervenire e risolvere eventuali problemi.
    La valle si sta pian piano vuotando.
    Sempre meno turisti scelgono questo posto, chissa perchè……..

  10. Quindi sono certo che i 14 milioni saranno prontamente restituiti, in quanto la totale incompetenza dimostrata in questa occasione non può costare ai contribuenti,

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