L’Astrofoto di aprile: Arturo, il guardiano dell’Orsa

Alla scoperta della stella gigante arancione a quasi 37 anni luce da noi, che brilla nel cielo primaverile.
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L’Astrofoto del mese

Ben ritrovati alla quarta puntata di “Astrofoto del mese“, un progetto di divulgazione della Fondazione Clément Fillietroz realizzato con il contributo della Fondazione CRT, in collaborazione con AostaSera.it.

Di mese in mese, stiamo viaggiando sempre più lontano, tra le meraviglie del cosmo. Ad aprile, grazie alla bellissima immagine dell’astrofotografo Alessandro Cipolat Bares, usciamo dal Sistema solare per raggiungere il primo “soggetto stellare”.

Si tratta di Arturo, la quarta stella più brillante di tutto il cielo notturno e la seconda, dopo Sirio, tra quelle osservabili nel nostro emisfero. Ci troviamo a quasi 37 anni luce da casa (per la precisione 36,7 secondo le osservazioni del satellite Hipparcos). Le stelle, infatti, sono così lontane che esprimere la loro distanza in chilometri non è pratico; si utilizzano quindi dei multipli di questa unità di misura, come per esempio l’anno luce.

L’anno luce, a dispetto del nome, non è una misura di tempo, ma di spazio: equivale infatti alla distanza percorsa dalla luce in un anno. La luce, ciò che c’è di più veloce nell’universo, raggiunge nel vuoto una velocità di quasi 300.000 km/s; in un anno percorre circa 9.461 miliardi di chilometri. Se moltiplichiamo questo valore per i 37 anni luce che ci separano da Arturo, scopriamo che la stella si trova a circa 350.000 miliardi di chilometri da noi: una distanza così immensa che la luce impiega, appunto, 37 anni per attraversarla.

Per questo motivo, quando alziamo gli occhi al cielo in una notte stellata, stiamo ammirando uno spettacolo “in differita”: vediamo luce in viaggio da anni, decenni, secoli o addirittura millenni, a seconda della distanza che ci separa dalle diverse stelle. Quindi, osservare la luce delle stelle significa guardare il loro passato. 

Ma quando rivolgiamo lo sguardo verso Arturo, stiamo anche intravedendo il futuro del nostro Sole. Arturo è infatti una stella “anziana” che, dopo aver esaurito gran parte dell’idrogeno nel proprio nucleo, si è espansa trasformandosi in una gigante arancione. Il suo raggio è  circa 25 volte quello del Sole e ha una temperatura superficiale attorno ai 4.500 °C. È proprio questa temperatura a donare alla stella la sua caratteristica sfumatura arancione, percepibile già a occhio nudo e ben apprezzabile nella splendida foto di Alessandro Cipolat Bares. Un destino analogo attende anche il Sole, quando si gonfierà fino a inghiottire Mercurio, Venere e forse la Terra… tra circa 5 miliardi di anni, quindi niente panico!

Infine, una curiosità sul nome di questa stella: “Arturo” deriva dal greco Arktouros, che significa  “il guardiano dell’Orsa”; appellativo legato alla posizione che occupa in cielo, vicina alla costellazione dell’Orsa Maggiore, come se stesse vegliando su di lei. Non a caso Arturo è anche la stella più brillante della costellazione di Boote, il bovaro, tradizionalmente associata all’Orsa Maggiore nei miti che ci sono stati tramandati.

Quando osservarla

La primavera è la stagione migliore per osservare questa stella; in particolare, ad aprile si alza dall’orizzonte orientale in prima serata. Se volete scoprire altre curiosità su di lei, sulla costellazione di cui fa parte e sui miti che la riguardano, potete partecipare alle visite guidate notturne all’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta oppure assistere allo spettacolo al Planetario di Lignan del sabato pomeriggio alle ore 18.00. Lo spettacolo, dal titolo “Il guardiano dell’Orsa”, è dedicato al cielo primaverile e, in particolare, proprio alle costellazioni dell’Orsa Maggiore e del Boote.

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Astrofoto del mese – Aprile 2026 La stella Arturo ripresa il 15 gennaio 2024 dalle piazzole dell’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta. Credit: cortesia Alessandro Cipolat Bares per la Fondazione Clément Fillietroz.

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