Il mondo del volontariato e la Valdigne piangono la morte di Gianni Agazzini. Classe 1971, di Morgex, è stato strappato ai suoi affetti, e alle sue passioni, nelle scorse ore, da una malattia che aveva combattuto a lungo. Elettricista, era molto conosciuto nella zona perché coltivava numerosi interessi.
Tra questi, la corsa, che lo aveva visto prendere parte come concorrente al Gran Trail Courmayeur, a quello della Valdigne, a varie edizioni del Licony, a due Arrancabirra (la gara goliardica che si disputa ogni anno ai piedi del Monte Bianco), nonché a diverse competizioni fuori Valle, come l’Ultra-trail del lago d’Orta e il trail di Santa Croce.
Gianni, chi lo ha conosciuto lo sa bene, era dotato di un carattere socievole e di compagnia. Per questo, non gli era difficile mettersi a disposizione della comunità. Per questo, in occasione del Tor des Géants più volte aveva fatto da “scopa” in una frazione del trail, stando quindi nel gruppo di coloro che chiudono la corsa, aiutando concorrenti eventualmente in difficoltà.
La sua opera per il prossimo si era sviluppata anche quale volontario di Protezione civile del gruppo di Courmayeur. Maurizio Lanivi, coordinatore regionale dei volontari, lo ricorda come “un ragazzo preciso, competente, ma soprattutto allegro e ‘contagioso’ nella sua allegria”. In questa veste, Agazzini aveva operato anche ai campi di accoglienza allestiti in Emilia e in Abruzzo dopo le calamità.
Un altro ambito in cui Gianni si era fatto conoscere era quello dell’hockey, disciplina praticata nelle fila dei “Gladiators” per un periodo da entrambi i figli, Jacopo e Mattia (il secondo, anch’egli volontario), che accompagnava puntualmente agli allenamenti, alle partite e ai tornei, anche fuori valle.
Circostanze in cui, come ha potuto apprezzare chi scrive, emergeva l’aspetto più genuino del carattere di Gianni, sovente con la moglie Sara al fianco. Naturalmente incline alla battuta, ma senza mai il desiderio di primeggiare nel gruppo dei genitori. Se ci sono i solisti e gli orchestrali, Agazzini sembrava più a suo agio nei panni dei secondi, ma è vero che senza di loro non esisterebbe la musica (né la possibilità di assoli).