Scrivo con il cuore pesante e con la frustrazione di chi ama profondamente la Valle di Champorcher. Sono un turista affezionato che da oltre 15 anni frequenta questa località e che, ogni stagione, si fa promotore della sua bellezza organizzando weekend che portano in valle tra gli 80 e i 90 amici e conoscenti. Parlo a nome di un gruppo numeroso che ha sempre scelto Champorcher per la sua autenticità, ma che oggi si sente tradito da una gestione che non sembra all’altezza delle sfide attuali.
È sotto gli occhi di tutti che la situazione di questa stagione 2025/2026 sia paradossale. Abbiamo accolto con enorme favore l’investimento di circa 4 milioni di euro di fondi pubblici per il nuovo sistema di innevamento (bacino del Laris da 16.000 m³ e 76 nuove aste), convinti che fosse la svolta definitiva. Invece, ad oggi, la seggiovia Cimetta Rossa resta desolatamente chiusa.
Dalle informazioni in mio possesso e dalle osservazioni di chi vive la montagna, emerge un quadro di inefficienza che non può essere giustificato solo dal meteo:
Problemi di collaudo: I guasti tecnici iniziali hanno già compromesso il periodo natalizio. È lecito chiedersi come sia possibile che un’opera di tale portata non sia stata resa operativa e testata per tempo.
Finestre di freddo sprecate: Sappiamo che i giorni scorsi hanno offerto temperature idonee all’innevamento. Mentre altre stazioni del gruppo Monterosa o dei comprensori vicini hanno prodotto neve a pieno ritmo, a Champorcher le aste sono rimaste ferme. Perché non si è provveduto a innevare la Cimetta Rossa quando il clima lo permetteva?
Volontà politica e gestionale: Questi ritardi alimentano il sospetto che non ci sia una reale volontà di investire seriamente in questa valle, trattandola come una stazione di serie B. Un investimento pubblico così ingente deve tradursi in un servizio adeguato per i turisti e in una boccata d’ossigeno per gli operatori locali, non in un capitolo di spesa fine a se stesso.
Portare 90 persone a Champorcher ogni anno significa sostenere alberghi, ristoranti e scuole di sci. Tuttavia, oggi faccio fatica a giustificare ai miei amici la scelta di una stazione dove la parte più alta e panoramica resta chiusa nonostante gli investimenti milionari.
La domanda che mi sorge spontanea è: qual è il futuro che volete per Champorcher? Senza risposte chiare e l’immediata apertura della Cimetta Rossa, il rischio è di perdere per sempre la fiducia di chi, come noi, ha sostenuto questa valle per tanti anni.
Una risposta
Non posso che essere d’accordo con quanto scritto. La cosa che lascia davvero perplessi anzi basiti sono le continue non risposte da parte di MonterosaSki. Come è possibile che se c’è un po di vento come ovunque in montagna, tutto si ferma? Come è possibile avere tre anni per pianificare un’attività e poi ti senti ancora dire “i tubi non sono adeguati, la pompa non lavora a dovere, si dovrebbe fare una stradina che sale per la montagna” La cosa assurda è che se fossero aperte tutte le poche piste, Champorcher sarebbe una stazione di grande attrattiva. Forse qualcuno non vuole questo, salvo poi lamentarsi? Non è solo l’innevamento al cimetta ma sono anche le condizioni delle altre piste, spesso non battute, anche pericolose con evidenti lastre di ghiaccio vivo. Infatti anche laddove più in basso si può innevare artificialmente , per questioni economiche, non viene fatto. I gatti delle nevi non sono quasi mai in servizio e spesso sono rotti, o così ci viene raccontato. Alle casse mi sono sentito dire “non sappiamo quando riaprirà il Cimetta ma mi sa che anche per quest’anno…..” oppure “com’è la situazione vento? Eh tu hai il numero di telefono del vento?”. A me spiace perché amo questa località ma bisogna smettere da ORA di dire non è possibile e chiedere SUBITO interventi a Monterosa per salvare la stagione che non è solo mangiare nei rifugi….ma magari anche sciare!