Straordinaria quotidianità di Nathalie Grange |

Ultima modifica: 4 Agosto 2019 9:40

Finiti i finanziamenti, Quotidiamo rimane aperto grazie ad un’alleanza tra soggetti del sociale

Aosta - Nei mesi estivi l'attività dell'Emporio solidale prosegue perché alcuni enti del terzo settore hanno deciso di attivarsi insieme - chi con gratuità e donazioni alimentari, chi con contributi economici - per continuare a dare un sollievo a famiglie, italiane e straniere, che a fine mese non hanno in tasca i soldi per fare la spesa nei normali supermercati. 

Alcuni volontari dell'Emporio Quotidiamo - Immagine di archivio

Finito il primo periodo sperimentale e terminati i relativi finanziamenti, l’emporio solidale Quotidiamo di Via Avondo avrebbe dovuto chiudere. Smettere di distribuire alimenti, freschi e secchi, alle oltre 250 famiglie che sostiene da dicembre 2016, per un totale di 694 persone e di un corrispettivo di 100 mila euro di alimenti recuperati e ridistribuiti.

Ma si sa che la povertà non va in vacanza e difficilmente concede pause. Per questo motivo il piccolo punto di distribuzione di via Avondo, da gennaio 2019, ha continuato la propria attività reggendosi sulla donazione di privati e sul volontariato di 20 persone che, con il loro lavoro e la loro partecipazione, ne hanno assicurato l’apertura per quattro giorni a settimana, per un totale di 8 ore.

Ora, nei mesi estivi, l’attività dell’Emporio solidale di Aosta proseguirà ancora perché alcuni soggetti del sociale – tra loro una buona parte di quelli che vengono accusati di fare cassa e business con l’accoglienza dei migranti – hanno deciso di mettersi insieme per continuare a garantire il sostegno a famiglie, italiane e straniere, che a fine mese non hanno in tasca i soldi per fare la spesa nei normali supermercati.

Si tratta della Cooperativa sociale La Sorgente che metterà a disposizione gratuitamente i propri locali, della Fondazione Opere Caritas, del CSV, della Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta, della LICD-VdA e del Banco Alimentare che con contributi economici o donazioni supplementari di alimenti consentiranno a Quotidiamo di continuare a fare ciò per cui è stato fondato: sostenere e accompagnare le persone vulnerabili segnalate dai servizi sociali.

La loro azione congiunta può contare anche su diversi altri contributi di realtà del Terzo settore valdostano che collaborano a diverso titolo: possono contare ad esempio sulle verdure  dell’orto coltivato all’interno della Casa circondariale di Brissogne dall’Associazione valdostana volontariato carcerario nell’ambito di un progetto di inclusione, sulla distribuzione alimenti realizzata grazie alla collaborazione  di Auser, San Vincenzo de Paoli, Team dora, Partecipare conta e Caritas, sul contenuto degli Armadi solidali del Banco Alimentare che si trovano nei principali ipermercati di Aosta e cintura e sul  trasporto gratuito di due cooperative sociali: L’Esprit a l’envers e l’Arcenciel, che hanno inserito questo servizio nelle attività nei loro centri diurni.

Quanto riusciranno a resistere con le loro sole forze? Questa è la domanda. Quotidiamo per proseguire ha bisogno di poter contare su un budget minimo di circa 30 mila euro all’anno che servono a pagare le bollette, l’affitto e poche ore di operatore chiamato a coordinare il progetto, gli aiuti e i volontari. Il suo futuro è quindi legato all’uscita di un bando di co-progettazione del servizio previsto dal Piano Regionale per la lotta alla povertà 2018-2020 approvato dal Ministero del lavoro e delle Politiche sociali. Attraverso questi finanziamenti non solo sarà possibile stabilizzare l’attività dell’Emporio, ma si potrà anche ampliare l’azione di sensibilizzazione e di contrasto allo spreco alimentare. 

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