Sono ottocento gli utenti del trasporto disabili che ogni anno effettuano 100mila viaggi l’anno di cui 22mila passaggi per i Cea, 24mila per i centri, 8.800 per cicli cura, 13.200 per lavoro, 6000 per viaggi personali, 15.500 per recarsi a scuola e 4 mila per visite mediche. I dati sono stati presentati in aula questa mattina dall’Assessore regionale ai trasporti, Aurelio Marguerettaz.
Il servizio dal costo di circa 2 milioni di euro l’anno è stato da poco modificato dalla Giunta regionale che è andata a togliere le esenzioni. “Avete triplicato i costi di adesione” ha attaccato in aula Alberto Bertin di Alpe.
Spiegando le scelte del Governo regionale Marguerettaz ha detto che “il gruppo di lavoro ha lavorato fin dal mese di giugno per continuare a dare un servizio che non esiste in nessun’altra parte di Italia” e "in linea con indicazioni a livello nazionale e europeo abbiamo deciso di rapportare la contribuzione alla prestazione pubblica all’Isee. Per chi ha Isee più alti il costo è di 600 euro all’anno, pari a 50 euro al mese”.
La decisione ha scatenato nelle scorse settimane le prime proteste, da parte dei gruppi di minoranza e degli utenti. “Per chi ne fa un uso sporadico andremo a rivedere la contribuzione mettendo dei correttivi” ha annunciato Marguerettaz.
“Questa delibera è scollegata dall’effettivo utilizzo del servizio” ha contestato Bertin “E’ necessario che si prenda in considerazione anche il tipo di disabilità della persona che cambia le ragioni e gli effetti di questo servizio. In ogni caso il vero problema è rendere i servizi di trasporto pubblici accessibili ai disabili ma ad oggi, non si è mai avuta la disponibilità ad affrontare la questione, ecco perché è fondamentale il trasporto ad hoc”.