Sono ad oggi 460 su 561 i lavoratori del Casinò che si sono recati alle urne per esprimersi sulla bozza d’accordo siglata nelle scorse settimane fra sindacati, Ugl escluso, e azienda. Le urne si chiuderanno alle 22 di domenica 18 ottobre. Il referendum aveva raggiunto già il 50% del quorum nella giornata di martedì scorso.
Il documento sul quale sono stati chiamati ad esprimersi i lavoratori prevede un taglio alle retribuzioni dal 1° ottobre 2015 al 31 dicembre 2017. In particolare per quadri, impiegati amministrativi e operai la riduzione avverrà in misura variabile e progressiva a fronte del diverso livello della retribuzione mensile lorda goduta dai lavoratori, secondo il modello della progressività per scaglioni.
Per gli impiegati tecnici è prevista una riduzione della retribuzione mensile lorda di 320 euro lordi per i secondi livelli, di 300 per i livelli terzo “s”, 2900 euro per i terzi livelli, 270 per i quarti, 250 per quinti, 190 per i sesti di 90 euro per i settimi livelli. Ai contratti di part time verrà erogata una retribuzione proporzionale all’orario di lavoro contrattuale.
L’orario di lavoro sarà ridotto da 36 a 32 ore.
Nel primo anno di accordo i lavoratori non matureranno e quindi non riceveranno la 14esima. Dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017 la 14esima verrà pagata nella misura del 30%. La società anticiperà nel mese di giugno il pagamento di una quota della 13esima fino a concorrenza del 50% della 14esima mensilità teorica.
Durante tutto il periodo di validità dell’accordo gli obblighi economici verso i fondi di previdenza finalizzati a trattamenti pensionistici complementari matureranno in forma ridotta. Per i giochi francesi e americani saranno effettuati nella misura del 10%. Sui fondi inoltre c’è l’impegno a istituire un tavolo tecnico per riesaminare la disciplina.
Dal 1° ottobre e fino al 31 dicembre 2016 non verranno pagate le maggiorazioni orarie per lavoro notturno e notturno festivo. Per ogni ora di lavoro prestato dalle 22 alle 5 sarà erogata fino al 31 dicembre 2016 una maggiorazione oraria del 10% computata sulla paga base oraria.
Prima della fine della scadenza dell’accordo sindacati e azienda si ritroveranno per valutare l’andamento della società. Se la stessa “non ha raggiunto la riduzione strutturale dei costi operativi pari a 11 milioni di euro rispetto al consuntivo al 31 dicembre 2015, l’efficacia dell’accordo verrà estesa al 31 dicembre 2018”.
Inoltre entro fine anno azienda e sindacati dovranno andare a definire un nuovo modello aziendale di riferimento. L’obiettivo della società è di risanare da una parte i conti e di incrementare di 11 milioni di euro i ricavi rispetto alla previsione 2015 di 68,2 milioni di euro. Se ciò dovesse avverarsi l’azienda riconoscerà ai dipendenti la restituzione delle somme trattenute nella misura del 50% per i primi 2 milioni di euro di ricavi in eccedenza e del 75% per incrementi superiori.
Oltre alla riduzione degli stipendi si prospetta una nuova riduzione degli organici. Entro il 31 dicembre 2015 sindacati e azienda dovranno accordarsi su una nuova procedura di prepensionamenti da attuare a inizio del 2016.
Gli effetti dell’accordo porteranno un taglio complessivo intorno ai 6,5 milioni per il primo anno, per scendere a 5,6 milioni nel 2017 e nel 2018 verrà fatta una valutazione congiunta con le organizzazioni sindacali sull’andamento economico della società.
In caso di voto negativo per i lavoratori si applicheranno le disdette dei contratti avviate dall’ex amministratore unico, Luca Frigerio.
