Polemica sugli indirizzi di governo, la minoranza contro Centoz

Primi vagiti del Consiglio comunale di Aosta, e prime polemiche. Sotto il tiro incrociato delle opposizioni finiscono gli indirizzi di governo che il Sindaco Fulvio Centoz illustra all'aula.
Politica

Primi vagiti del Consiglio comunale di Aosta, e prime polemiche. Sotto il tiro incrociato delle opposizioni finiscono gli indirizzi di governo che il Sindaco Fulvio Centoz illustra all’aula.

Ampia la disamina del neo Primo Cittadino aostano che tocca sommariamente i vari punti in programma, dal welfare allo sport, dal Turismo alla riqualificazione della città, ai rifiuti.
Di certo Centoz apre al dialogo, alla condivisione, smorzando il ‘pedigree’ di renziano attribuitogli nel tempo: “Sono stato eletto Sindaco – spiega – dai cittadini aostani e non sono al servizio di nessuno, se non dei cittadini stessi. Ho buoni rapporti con Roma e questo è un vantaggio, ma non sono alle dipendenze di nessuno. Con questa coalizione siamo usciti da una contrapposizione sterile, ed è un passo avanti. La crisi chiede scelte oculate e condivise, io offro la mia completa collaborazione a tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza, perché le scelte condivise aiutano la maggioranza a non commettere errori e la minoranza a responsabilizzarsi”.

La minoranza, poi, nonostante le evidenti differenze, attacca a testa bassa, sui contenuti e sugli intenti.
Loris Sartore (Alpe) mette subito in chiaro che: “Ci sono molti aspetti che non concordiamo, visioni radicalmente diverse su come si amministra una città, che deve puntare su una decisa riconversione turistica. Non è il tessuto commerciale a dover essere riqualificato ma la città stessa che deve ridare slancio alle attività”.

All’arrembaggio, invece la Lega nord: “Questo consiglio – punta il dito Andrea Manfrin – inizia malissimo, come carta di scambio per gli equilibri Regione. Il Sindaco comincia con grande confusione e da solo, senza neanche un assessore in Giunta. Dovrà chiedere ai suoi assessori anche per andare a prendere un caffè, contando che quattro assessori su cinque sono della scorsa legislatura, quindi di centrodestra. Assessorati fatti poi con il classico ‘Manuale Cencelli’,con più deleghe e più tutele per tutti”. Nicoletta Spelgatti parla invece, di “Indirizzi di governo scollegati dalla realtà, senza soluzioni pratiche ma con semplici dichiarazioni d’intenti, senza scelte coraggiose”.

E non risparmia una dura critica neanche Carola Carpinello, consigliera in quota Altra Valle d’Aosta: “Mi aspettavo degli indirizzi generali, non generici. Questi sono un copia/incolla del programma elettorale, un esercizio di stile, un compitino a casa”.

Mentre Etienne Andrione, dichiarando il voto contrario di UVP, affonda: “Come dimostrerà, Sindaco, che lei è un uomo libero? Dimostri che Aosta non è teleguidata dal secondo piano di Palazzo regionale, io non lo credo”.

Un documento che, anche nelle parole di Luca Lotto (MoVimento 5 Stelle): “Manca di coraggio e non vuole il bene per la città. Mi ricorda un confuso elenco della spesa davanti ad una tv accesa piuttosto che un documento di governo. Non c’è poi una sola riga sulla semplificazione, la parola non viene neanche mai citata, mentre in campagna elettorale l’argomento era importantissimo”.

L’accusa diffusa mossa al Sindaco è quella di aver montato una coalizione eterogenea, nata per uscire da una crisi non comunale ma tutta regionale. La minoranza, invece, al netto di differenza pressoché insormontabili, dimostra di aver trovato nella coalizione di governo almeno un legante. Un nemico comune. 

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte