Così come già avviene nei concorsi pubblici, anche nelle selezioni che verranno indette dalle società partecipate, sarà fondamentale conoscere la lingua francese. E’ quanto prevede la proposta di legge sulla trasparenza delle società partecipate della Regione, che questa mattina è stata discussa dalla II Commissione consiliare.
Il D.l avrebbe dovuto essere portato all’esame del Consiglio regionale nella prima seduta di gennaio ma la Commissione ha deciso di attendere il varo del Decreto legislativo sulla riforma delle società partecipate che andrà in Consiglio dei ministri il 15 gennaio.
"La Commissione – sottolinea in una nota il Presidente Leonardo La Torre –, ha condiviso unanimemente l’opportunità di esaminare il testo nazionale al fine di armonizzarlo con quanto da noi dettagliato nella nostra proposta. La nostra bozza è pronta e tengo ad evidenziare come la Valle d’Aosta abbia anticipato la necessità di intervenire sulle società partecipate nell’ambito della nostra piena e autonoma determinazione, ma oggi riteniamo che sia importante monitorare il quadro generale e far coincidere due testi che parlano dello stesso tema".
La riforma delle partecipate del Governo regionale prevede la responsabilità erariale per i Manager delle partecipate per i danni procurati agli enti pubblici partecipanti. Inoltre le partecipate che per tre anni consecutivi non hanno depositato il bilancio né compiuto atti di gestione dovranno essere cancellate d’ufficio dal registro delle imprese. I Cda dovranno diventare poi l’eccezione sostituiti da un amministratore unico. Dopo 4 bilanci in perdita su 5 esercizi – la regola non vale per chi gestisce servizi di interesse generale – la società dovrà essere fusa, liquidata o ceduta. Stessa sorte per quelle società con un fatturato medio inferiore ad una soglia minima ancora da definire.
Le pubbliche amministrazioni potranno costituire o acquisire partecipazioni in società esclusivamente per produrre servizi di interesse generale, progettare e realizzare un’opera pubblica, realizzare e gestire un’opera in partnership con i privati, autoprodurre beni e servizi strumentali all’ente, svolgere funzioni amministrative o ancora svolgere servizi di committenza. Le partecipazioni che non rientrano in queste categorie, entro sei mesi dall’entrata in vigore del D.l. dovranno essere alienate. Infine gli enti locali dovranno accantonare in un apposito fondo vincolato un importo pari alla perdita della partecipata che non sia stata immediatamente ripianata.
