ConsVda, alla I Commissione anche funzioni di Osservatorio sulla criminalità organizzata

A deciderlo è stato oggi il Consiglio regionale che ha approvato con voto favore di Uvp e della maggioranza la modifica del regolamento del Consiglio regionale.
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Politica

La prima commissione consiliare avrà anche funzioni di Osservatorio permanente sulla criminalità organizzata in Valle d’Aosta. A deciderlo è stato oggi il Consiglio regionale che ha approvato, la modifica del regolamento del Consiglio regionale andando ad includere tra le competenze della I Commissione quella in materia di politiche per la legalità e la sicurezza e assegnando alla stessa Commissione le funzioni di Osservatorio permanente sulla criminalità organizzata in Valle d’Aosta. Le modifiche sono state approvate con il voto positivo della maggioranza e di Uvp. Bocciata invece la proposta di legge presentata nel settembre del 2015 dal consigliere di Alpe, Alberto Bertin. 

Per Bertin le modifiche approvate sono un “escamotage della maggioranza per rispondere alla mozione approvata nel luglio 2013. La legalità dovrebbe essere la priorità di questa regione ma di fatto non è così”. Giudizio critico anche da parte del M5S. “Chi controllerà i controllori?” domanda Roberto Cognetta che sottolinea come questa soluzione sia “puramente di facciata e non serva a nulla”.

Il capogruppo dell’Uv, Joel Farcoz ha ricordato come la commissione nella sua nuova funzione elaborerà “un programma di audizioni di soggetti strategici per consentire il monitoraggio della situazione socio-economica della Valle d’Aosta e presenterà una relazione annuale al Consiglio sull’attività svolta”.

Nel bocciare la proposta di legge di Bertin, così come presentata, Stefano Borrello di Stella Alpina ha ricordato come “bisogna fare attenzione a non creare sovrapposizioni fra enti, bisogna restare ognuno nei propri ruoli”. E Jean-Pierre Guichardaz del Pd-Sinistra Vda: “Questo strumento non è consone e né efficace”.

A prendere parola anche il Presidente della Regione, Augusto Rollandin. “Il problema è a monte, le vere azioni per contrastare il fenomeno mafioso sono quelle che si stanno mettendo in atto nella Pubblica amministrazione, sulla trasparenza nel rispetto delle attuali norme”.

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