Saranno aprile ed il Consiglio comunale il momento ed il luogo per vedere approvato ed operativo il regolamento del Comune di Aosta che, recependo la Legge Regionale del luglio 2015, disciplinerà il gioco d’azzardo sul territorio comunale cercando di contrastare i pericoli legati al ‘gioco patologico’.
Un’altra commissione interlocutoria che rende evidente quanto il tema, in termini di prevenzione e azione fattiva di contrasto e limiti normativi, sia scottante e sfaccettato. Alla base dei lavori della III Commissione di questa mattina, quella dedicata ai ‘Servizi alla persona’, c’è però un appiglio: la bozza di regolamento stilata dal consigliere Andrea Manfrin che si pone come obiettivo principe l’attenzione alle fasce deboli e la limitazione nei confronti di orari ‘sensibili’ come quelli scolastici e lavorativi.
Un dibattito fitto per integrare e portare suggestioni ad una bozza che dovrebbe diventare definitiva in questi giorni, all’interno di un ‘tavolo di lavoro’ al quale sono invitati tutti i consiglieri interessati, alla ricerca della massima condivisione possibile. La bozza prevedeva due orari distinti di accensione e spegnimento delle macchinette: dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 23,00 per le sale giochi autorizzate, mentre per i bar si profila un orario 10,00/13,00 e 17,00/22,00, argomento topico per la Commissione, sui quali il dottor Vincenzo Lamartora del Ser.D ha proposto un cambiamento netto: “Proporrei tre fasce di orario più piccole – ha spiegato – di due ore ciascuno, e per tutti gli esercizi: 9/11, 15/17, e 20/22. Così si eviterebbe lo sviluppino dello stress veleni per periodi troppo lunghi, riducendo l’esposizione alle macchinette e aiutando a non superare il ‘punto di non ritorno’, lasciando libere le ore dei pasti principali”.
Suggestione recepita, anche se apre a potenziali altri problemi, di varia natura: “Il vero problema sullo spegnere le macchinette – afferma Antonino Malacrinò, PD – rischia di diventare anche di ordine pubblico, perché si rischiano litigi e problemi comportamentali”, mentre secondo Manfrin: “Se limitiamo tout-court le attività di un locale che ha ottenuto tutte le licenze del caso, che ha fatto investimenti e dà posti di lavoro, siamo a rischio di ricorsi. Trattare in maniera unica le due tipologie di locali, a livello teorico, è giustissimo, ma dobbiamo calcolare i risvolti legali”. Carola Carpinello (Altra VdA) chiede invece che Aosta si faccia capofila anche verso i comuni limitrofi, di modo che regolamenti di questo tipo si “allarghino a macchia d’olio anche nelle altre amministrazioni”.
Proprio per questo la Commissione apre alla condivisione tra tutti i gruppi (si paventava anche una riunione a Commissioni riunite o, addirittura, un Consiglio comunale straordinario e monotematico), per uscire con un regolamento univoco, completamente incentrato sulla ‘salute pubblica’ che il Comune vuole difendere, senza rischiare di incappare in ricorsi giudiziari o pressioni di altro tipo. Pressioni che fanno riferimento, neanche troppo velatamente, alle esternazioni del Presidente Confcommercio Pierantonio Genestrone che la settimana scorsa ha tuonato contro le limitazioni a suo dire eccessive che il Comune ha in previsione.
La bozza recepisce le distanze già segnalate dalla Legge regionale, ovvero l’impossibilità di aprire esercizi con macchine slot entro un raggio di 500 metri da luoghi sensibili come le scuole, i luoghi di culto, le Usl – con possibilità autonoma di aumentare la distanza – inserendo anche gli Istituti di credito. Altro punto di dibattito, sul quale saranno gli Uffici e la Giunta a pronunciarsi, è la possibilità di proporre sgravi fiscali a chi non ha macchinette e aggravi a chi le utilizza nel proprio esercizio. Questione sulla quale Bruno Trentin dell’associazione ‘Mi ripiglio SOS gioco d’azzardo’ propone: “Legare uno sgravio importante ed aggravio importante sul ‘gioco-spazzatura’ alla tassa sui rifiuti darebbe un messaggio sociale importante: ti premio perché non vendi ‘gioco-spazzatura’, ti aggravio lo fai. Ciò che si toglie a chi non investe in macchinette si mette a chi lo fa”.
Nel tema è intervenuta, oggi, anche la Cna della Valle d’Aosta. In un comunicato la Confederazione degli artigiani ha infatti scritto che è “fondamentale che le Istituzioni mantengano alto il livello di attenzione, lavorando con l’obiettivo di regolamentare l’accesso consapevole e responsabile al gioco, contrastando i fenomeni di dipendenza mediante misure di prevenzione, recupero e monitoraggio” ma anche che “Affrontare in maniera efficace il gioco d’azzardo patologico significa puntare alla prevenzione, non al proibizionismo”.

