Usl: “Ospedale meno attrattivo, si rischia una fuga di medici”

Continua a far discutere il Piano di riorganizzazione dell'Ospedale Parini presentato lunedì scorso dal Direttore Generale Massimo Veglio ai sindacati di comparto e a quelli medici. Il Collegio Usl teme che il Parini diventi "Ospedale di periferia".
Società

Continua a far discutere il Piano di riorganizzazione dell’Ospedale Parini presentato lunedì scorso dal Direttore Generale Massimo Veglio ai sindacati di comparto e a quelli medici.

Il malumore emerge dal Collegio di Direzione Usl che esprime “forte preoccupazione rispetto alla riduzione delle strutture aziendali” e che teme che un “appiattimento organizzativo e delle carriere costituisca un sensibile disincentivo per la motivazione e per l’iniziativa degli operatori in servizio, medici in primis" e che rappresenti "una spinta dei più motivati alla fuga verso altre situazioni lavorative più gratificanti e una sensibile riduzione dell’attrattiva del sistema sanitario Valle d’Aosta per i professionisti”. Fattore che rischierebbe, sempre stando al Collegio Usl, di rendere il Parini nuovamente un “Ospedale di periferia, di minor capacità assistenziali per i cittadini, senza riduzione altrettanto sensibile dei costi del sistema”.

Sulla stessa linea anche il dottor Riccardo Brachet Contul, vicepresidente del sindacato dei medici Anaao Assomed: “Siamo parecchio preoccupati – ha spiegato Brachet – per una situazione che si sta perpetrando dal 2011 e nella quale sono stati già risparmiati 40 milioni di euro. Con il declassamento delle strutture, che loro chiamano ‘riorganizzazione’, l’Ospedale perderà di prestigio, i medici e sanitari andranno via e non ne arriveranno altri, non ci sarà nessuna attrattiva”.

Il nodo gordiano però, secondo Brachet, si polarizza in campo politico: “Cosa ha intenzione di fare la politica? Il Trentino ha mantenuto i finanziamenti e fondi, e Trento e Bolzano, infatti, rimangono eccellenti. Qui non c’è una prospettiva politica, ed il Direttore Generale mette in atto ciò che gli arriva dall’alto”. Un nodo che sarebbe ben lontano, comunque, da una ‘guerra tra dirigenti’, o ‘di poltrone’, tra chi si vede declassato: “Paradossalmente – conclude – non ci sono più neanche le poltrone. Prima potevano anche esserci scontri – anche per lo stimolo di ambire ad un posto apicale – mentre ora, con due poltrone a disposizione o anche meno, non ci sono. È come se uno fosse comandante di una nave ed ora si trovasse a condurre una zattera”.

L’emorragia di lavoratori, in questo caso tra gli anestesisti (dopo gli infermieri ed altri medici), potrebbe già essere iniziata. Due delibere Usl, firmate dal Direttore Veglio e datate 15 marzo, infatti, segnalano un “avviso di mobilità per la copertura di due posti di dirigenti sanitari medici” e una “assunzione a tempo determinato di un dirigente sanitario medico” nella struttura complessa di Anestesia, Rianimazione ed Emergenza Territoriale, per coprire i posti di tre medici che hanno lasciato.

Il Direttore Generale Massimo Veglio, a proposito, spiega invece che: “Se un anestesista ligure o emiliano, come primo lavoro è stato assunto qua, è normale pensi di andar via quando si apre un concorso nella sua zona. È per questo che noi dobbiamo istituire una graduatoria e non stare fermi, perché è così che non saremmo attrattivi”, mentre annuncia in una nota un “piano di assunzioni per il prossimo futuro che prevede concorsi per molte specialità e profili professionali”. Un piano, si legge ancora, “attualmente al vaglio della Giunta regionale e che permetterà di integrare le carenze attuali e che si vengano eventualmente a creare”.

Il Collegio Usl, dalla sua, scrive a verbale esplicitamente che “per la sostenibilità dell’offerta di servizi sanitari di elevato livello in Valle d’Aosta sia inderogabile attivare solidi ed estesi rapporti di collaborazione in rete con il confinante Piemonte: consci che tale collaborazione potrà rappresentare la rinuncia all’espletamento in loco di parte delle attività attualmente svolte, i membri del collegio esprimono la necessità che l’Amministrazione regionale si faccia carico e supporti attivamente i rapporti istituzionali in tal senso".

Ed in questo senso voci di corridoio danno il dottor Enrico Visetti proprio in Piemonte, come prima mossa di un accorpamento ad un Centrale Unica di cui tanto si è parlato e scritto, e da ogni parte smentito. Smentita che arriva dal dottor Veglio stesso: “Sono il Direttore Generale dell’Azienda Usl, e sono certo al 100% che se un mio Direttore di Dipartimento avesse in programma di andare altrove lo saprei. Peraltro, a mia domanda esplicita il dottor Visetti stesso ha asserito che non ha alcuna intenzione di andarsene. Insomma, Visetti è e sarà il primario e Direttore della Struttura di Anestesia, Rianimazione ed Emergenza Territoriale”. 

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