Avanzi di amministrazione per pagare le micro, Uvp chiede alla Regione di stoppare la delibera

I 23,6 milioni di avanzi di amministrazione che copriranno le spese socio assistenziali arrivano da 13 dei 74 comuni. Per i progressisti si tratta di una "iniquità che va contro il principio di solidarietà cui si ispira il modello autonomista valdostano"
Pierluigi Bertschy - Union valdotaine progressiste
Politica

"Il Governo regionale non proceda nell’applicazione dell’art.10 della legge finanziaria 2016, sospendendo la proposta di delibera e individuando criteri che rendano almeno più equa l’applicazione di una norma che ribadiamo essere per noi, straordinaria e non ripetibile". Così il capogruppo Uvp, Luigi Bertschy sulla destinazione degli avanzi di amministrazione dei comuni al finanziamento dei servizi socio assistenziali. 

Il gruppo Uvp, come già oggi i sindaci ricorda come i 23,6 milioni di avanzi di amministrazione appartengano a 13 comuni. "Sei Comuni e una Unité des Communes, con cifre di avanzo superiori al milione fino ad arrivare a 2,6 milioni, concorrono per più di 12 milioni e ad altri 7 enti, con cifre che vanno dai 500.000 al milione, danno poi altri 6 milioni del totale necessario".  Per i progressisti si tratta quindi di una "iniquità che va contro il principio di solidarietà cui si ispira il modello autonomista valdostano".

Inoltre i progressisti, ricordano come dopo l’approvazione della finanziaria, contenente la norma sugli avanzi di amministrazione "c’è stata la corsa, da parte di molti Sindaci, ad impegnare, rendendole indisponibili, queste risorse. Per molti di essi si è trattato di un modo di agire poco coerente con il voto favorevole in assemblea Cpel e, soprattutto, poco rispettoso degli altri colleghi che, invece, si sono comportati in maniera corretta". I 46,5 milioni di avanzi disponibili, secondo i dati della Regione, sono diventati così 23,6 che ora andranno a coprire le spese socio assistenziali. 

Per questo la richiesta alla Regione di fare marcia indietro. "Andare avanti significherebbe danneggiare fortemente alcuni enti e porsi in contrasto con il principio politico espresso dalla legge regionale sul sistema delle autonomie in Valle d’Aosta, ossia che i rapporti tra le comunità locali e la Regione sono basati sul principio della pari dignità istituzionale e sulla leale cooperazione".

 

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