Zona Franca, Lanièce: “Un’opportunità solo se si ridefiniscono i rapporti finanziari con lo Stato”

“Il nodo sta tutto infatti nel vedere in che modo si possono finanziare le agevolazioni previste per le imprese” ha spiegato il senatore valdostano che con il collega Marguerettaz è stato audito oggi in I Commissione.
I parlamentari illustrano i due ddl alla prima Commissione
Politica

"La zona franca può essere un’opportunità ma solo alla luce di una rinegoziazione complessiva dei rapporti finanziari con lo Stato". A dirlo al termine dell’audizione in I Commissione “Istituzione e Autonomia” è stato il senatore Albert Lanièce. La convocazione dei parlamentari valdostani – con Lanièce era presente anche Rudi Marguerettaz – è arrivata a seguito dell’approvazione nelle scorse settimane di un ordine del giorno che impegna il Governo ad adottare tutte le iniziative possibili per avviare l’introduzione in Valle d’Aosta di una zona franca attualizzata alle possibilità normative e finanziarie odierne.

“Il nodo sta tutto infatti nel vedere in che modo si possono finanziare le agevolazioni previste per le imprese” ha spiegato il senatore valdostano.

Davanti ai commissari Lanièce e Margurettaz hanno ricordato la storia della zona franca “contenuta nello Statuto speciale”, la scelta valdostana negli anni Ottanta del riparto fiscale e i paletti posti negli ultimi anni dall’Unione europea.

“E’ sempre più difficile attuare una zona franca integrale, la Sardegna che ci ha provato ha bloccato due anni fa il progetto perché andava ad incidere sul riparto fiscale, quindi, chi pagava era la Regione. L’analogia con noi è molto forte” ha evidenziato Lanièce.

La strada che si potrebbe, quindi, ora percorrere è quella delle zone franche urbane, istituite dalla Finanziaria dello Stato del 2006 che offrono vantaggi fiscali alle imprese e previdenziali per i dipendenti e ad oggi attuate soprattutto nel Meridione o in zone svantaggiate come l’Abruzzo e l’Emilia, a seguito del terremoto (25/30 casi in tutto in Italia).

"Ci sono dei paletti ben precisi, bisogna stare attenti a costruire bene questo percorso che comporta una ridefinizione complessiva dei rapporti finanziari con lo Stato” ha aggiunto il senatore valdostano. “Rispetto a tanti anni fa le cose erano più facili, ora siamo di fronte ad un modello completamente diverso da quello previsto dallo Statuto”.

 

 

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