La minoranza abbandona l’aula, la maggioranza resta sola (19 voti) ad approvare il bilancio previsionale 2016 ed il relativo Documento unico di programmazione. Diaspora insanabile, questo pomeriggio in Consiglio comunale ad Aosta, con due parti che hanno raggiunto nuove, profondissime, distanze. Non solamente politiche.
Una divergenza comprensibile essendo il bilancio più di un mero documento contabile, ma anzi ‘summa’ del pensiero e delle priorità politiche di chi governa. Un “lavoro concreto, sicuramente sudato, il migliore che potevamo fare” secondo l’assessore alle Finanze Carlo Marzi e la maggioranza, un documento che attesta invece la mancanza di idee, di coraggio, di visione prospettica, di progettazione da parte dell’opposizione, entrambe strettesi per l’occasione in due blocchi coesi.
Con un bilancio che pareggia a 66 milioni euro, comunque, la finanziaria comunale è realtà, prima volta con le regole del ‘bilancio armonizzato’ e che ha, nelle parole del Sindaco Fulvio Centoz “Una forte valenza politica, che punta per il 18,85% sul welfare ed il mantenimento dei servizi alla persona nonostante una capacità di spesa ridotta che si assottiglia di anno in anno”. Marzi invece, da part sua, ricorda come lo spazio per gli investimenti si sia quasi dissipato negli anni, e rilancia: “Nel periodo 2005/2009 il Comune aveva 22 milioni di euro annui, di media, per investimenti che nel 2010/14 sono diventati 8, 2,8 nel 2015 e 2,1 nel 2016. Dovete decidervi: o continuate a dirci che non abbiamo il becco di un quattrino, e lo sappiamo bene, o sostenete che non facciamo niente in prospettiva per la città”. Ma non solo, dal momento che – sempre Marzi: “Il 15% del bilancio è ingessato da adempimenti normativi come le spese dovute al sovragettito ICI-IMU e a crediti di dubbia esigibilità. ”.
“Questo bilancio – attacca Luca Lotto, MoVimento 5 Stelle – è una foto opaca e in bianco e nero di una situazione e di una amministrazione succube di quella regionale. Un bilancio senza visione strategica che non chiede alla Regione niente sul futuro delle nostre tre ferite aperte: l’Area Megalitica, la Tomba del guerriero celtico e la costruenda Nuova Università”. Un documento “Pieno di buone intenzioni sulla carta – secondo Paolo Fedi, Alpe – e di poca pratica, senza la partecipazione dei cittadini che fanno solamente da spalla all’assessore col rastrello o al ‘Caffé con il Sindaco’”.
“Un libro delle favole, un esempio di finanza creativa – sferza invece Nicoletta Spelgatti, Lega Nord – per un’amministrazione che ha responsabilità gigantesche, essendo forze di maggioranza da tempo. Dovevate pensarci prima e fare scelte differenti”, mentre per Carola Carpinello de L’Altra Valle d’Aosta la maggioranza parla di “Roma ‘ladrona’, come l’Europa, ma ci siete voi al governo da anni, in perfetta sintonia con il governo centrale”. Minoranza che rispedisce al mittente, fattore all’origine dell’abbandono dell’aula durante la votazione, l’accusa di Centoz di criticare senza costruire: “Abbiamo fatto due proposte alternative – spiega Étienne Andrione, UVP – ma evidentemente il Sindaco non ascoltava. La figura politica che caratterizza questa maggioranza è la ‘piroetta’, fate sempre le cose per necessità e mai attraverso una programmazione”.
“Non abbiamo la bacchetta magica – chiude Centoz – cerchiamo di fare gli interessi dei cittadini, e lo facciamo con un bilancio con dei difetti, certo, ma che sta in piedi nonostante le ristrettezze che vive non solo il Comune ma l’intera Valle d’Aosta. Un bilancio ed un DUP seri, con una visione strategica di 5 anni”.
