Impianti a fune, Rollandin rispolvera l’ipotesi della holding e apre ai maxi collegamenti

“Negli anni si è fatta una politica di investimento, ora si tratta di fare ulteriore sforzo per quei collegamenti necessari" ha detto il Presidente "Ci sono dei progetti ambiziosi che dobbiamo analizzare per poter programmare degli investimenti”
Un esempio di funivia S 3
Politica

I sostenitori del collegamento funiviario fra Cervinia e la Val d’Ayas e fra Pila e Cogne possono continuare a sognare, anche ad occhi aperti. Ad aprire ai due progetti le porte è stato oggi il Presidente della Regione, Augusto Rollandin intervenuto alla conferenza stampa di presentazione dei dati di chiusura della stagione neve.
Rollandin ha innanzitutto rispolverato l’ipotesi della holding, ovvero di una fusione per arrivare ad un’unica gestione delle società di impianti a fune, che era già stata messa in campo nel 2011 all’epoca delle maxi aggregazioni fra società. “Queste aggregazioni – ha detto il Presidente – hanno dato dei risultati positivi, ora la tendenza è di arrivare ad una Holding per fare lavorare meglio i responsabili delle società e avere un punto di riferimento”. Il Presidente ha, quindi, parlato della necessità di continuare ad investire nel settore.
“Negli anni si è fatta una politica di investimento, ora si tratta di fare un ulteriore sforzo per quei collegamenti necessari. Ci sono dei progetti ambiziosi che dobbiamo analizzare per poter programmare degli investimenti” ha detto Rollandin nel rivolgere anche un plauso agli attuali gestori. 

Nell’ultima stagione invernale le cinque società di impianti a fune controllate dalla Regione hanno registrato un fatturato lordo di 67 milioni di euro, in crescita di circa 3 milioni di euro rispetto alla stagione precedente. Dati positivi arrivano anche dalle stazioni minori – 302mila euro rispetto ai 281 del 2014/2015 – ma soprattutto da Skyway. La nuova funivia del Monte Bianco dal 1° ottobre al 1° maggio ha registrato un fatturato di 2 milioni e 700mila euro, il vecchio impianto negli ultimi anni era lontano dal milione.  
“I 70 milioni di euro di fatturato del settore vanno moltiplicati per sei, tanto vale il turismo invernale in Valle d’Aosta” ha sottolineato Ferruccio Fournier, Presidente Avif. “Inoltre il risultato del fatturato va valutato in misura maggiore perché a inizio stagione, con molti comprensori aperti parzialmente, avevamo tariffe ridotte”
In crescita anche i primi ingressi – 2 mln e 800mila – mentre i passaggi complessivi si mantengono stabili rispetto alla stagione passata.

Una stagione da record anche sul fronte degli arrivi e delle presenze dei turisti. Da dicembre a marzo sono stati contati 455mila arrivi e 1 milione e 550mila presenze, un 11% in più rispetto allo stesso periodo del 2014/2015. A crescere in misura maggiore, +14% di arrivi e +15% di presenze, sono stati gli italiani. In particolare i turisti italiani di prossimità rappresentano il 60% del mercato.
“Sono i migliori risultati degli ultimi cinque anni” ha ricordato l’Assessore regionale al Turismo, Aurelio Marguerettaz.
Bene anche gli stranieri: + 9% di arrivi e +7% di presenze. Con il Regno Unito a fare da padrone con oltre il 35% mentre perdono il terzo posto i russi sostituiti dagli svedesi e dai francesi, belgi e svizzeri.

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