Dermatologia, l’Usl si rivolge al privato accreditato per tamponare le lunghe liste d’attesa

Siglata una convenzione con l'Irv. dal 1° giugno prevista l'erogazione per una spesa di 80mila euro di 2286 visite ad Aosta e di 20.000 euro per la struttura di Pont-Saint-Martin a fronte di 135 visite.
L'ingresso dell'ospedale Beauregard di Aosta
Società

Arriva la soluzione “temporanea” per le lunghe liste d’attesa di dermatologia. Dopo i tentativi non andati a buon fine di attrarre professionisti in Valle, collezionando una serie di rifiuti ad assunzioni, anche attingendo da graduatorie di ospedali piemontesi, l’Azienda Usl ha deciso di rivolgersi al privato accreditato. 

Sarà pertanto l’Istituto radiologico valdostano dal 1° giugno a venire in soccorso all’Usl. La convenzione, che ha validità fino al dicembre 2017, prevede l’erogazione per una spesa di 80mila euro di 2286 visite in via Binel Aosta e di 20.000 euro per la struttura di Place 23 Aout 1944 a Pont-Saint-Martin a fronte di 135 visite.

La proposta dell’Irv è stata ritenuta conveniente dall’Azienda anche in considerazione del fatto che l’inserimento di “almeno due figure professionali” avrebbe richiesto un impegno economico per lo stesso periodo di un minimo di 67.000 e un massimo di 133.200 euro, “a cui aggiungere in ogni caso, i costi del personale di supporto, del materiale sanitario e, in generale, di funzionamento”.

“E’ evidente che questa è una soluzione temporanea – sottolinea l’Assessore regionale alla Sanità, Luigi Bertschy – tesa a dare una risposta ai disagi subiti dagli utenti, in attesa di una riorganizzazione generale del servizio che consideriamo importante per la comunità”.

Nei mesi scorsi era stato il consigliere regionale Roberto Cognetta a denunciare la situazione di criticità vissuta dal servizio che poteva contare solo su uno specialista in regime di libera professione che doveva soddisfare le richieste – oltre 10mila le prestazioni erogate nel 2016 –  fino a due anni fa evase da tre dermatologi dipendenti. I tempi di attesa per le prime visite erano schizzate quindi a 120 giorni mentre per le urgenze differibili si parlava di 20 giorni, anziché dei canonici tre. Non andava meglio con gli interventi chirurgici: a metà marzo c’erano in lista 146 persone.

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