La montagna non è un’assassina. Non ha nessun mandato per uccidere. E gli alpinisti non sono un’accolita di fanatici del rischio. La grande confusione mediatica che di recente ha accomunato incidenti occorsi a scalatori di fama impegnati su vie di grande difficoltà tecnica, arrampicatori improvvisati e cordate abbagliate dal miraggio dell’alta quota senza la necessaria esperienza e preparazione, continua a proporre all’opinione pubblica un’immagine distorta del mondo verticale. Spesso senza cercare di individuare una vera spiegazione ai fatti di cronaca. O magari ponendo sullo stesso piano un’ascensione alpina affrontata in maniera inadeguata e un’avventura estrema a 8000 metri in un ambiente non esente da pericoli.
In realtà, la frequentazione della montagna, lungo i sentieri o in arrampicata, è un’attività che, se praticata con le dovute cautele e secondo regole precise, presenta margini di rischio molto contenuti ed è fonte di soddisfazione e di divertimento. Drammi e tragedie sono un capitolo che, il più delle volte, è legato alla faciloneria e alla scarsa conoscenza dell’ambiente. Al pari del mare o dei laghi, cime e ghiacciai, canaloni e creste, vie ferrate e percorsi aerei possono diventare pericolosi se non si dispone delle necessarie informazioni e per affrontarli in maniera corretta.
Occorre inoltre sfatare un mito: lo scenario dell’alta quota non è fatto solo di pareti vertiginose, di ghiacciai pensili destinati a rovinare a valle da un momento all’altro, o di terribili crepacci pronti a inghiottire il primo malcapitato di passaggio. Accanto a guglie imponenti e a cascate di seracchi, si trovano luoghi tranquilli e panoramici, ambienti alpestri di rara bellezza, adatti anche a chi si accontenta del panorama e non è attratto da itinerari impegnativi. Si incontrano mete riservate agli arrampicatori estremi, ma ci sono centinaia di cime adatte anche agli alpinisti di medie capacità; per non parlare dell’infinita rete di sentieri che può essere percorsa anche dagli escursionisti più tranquilli, magari con tutta la famiglia.
Esistono diversi modi per vivere la montagna divertendosi in piena sicurezza. In ogni caso è fondamentale evitare il fai da te. Per evitare errori e imprudenze è indispensabile partire informati, conoscere in anticipo le caratteristiche e le difficoltà dei percorsi che si affrontano, utilizzare l’attrezzatura adeguata, imparare a valutare in anticipo rischi e pericoli. Anziché improvvisare (chi mai si metterebbe al timone di una barca a vela senza aver mai navigato), conviene fare esperienza seguendo i passi di una guida alpina o di un accompagnatore esperto, documentarsi e non farsi mancare le buone letture. In libreria si trovano manuali e raccolte di itinerari adatti allo scopo. Ma soprattutto si possono acquistare in edicola periodici che vantano un’esperienza pluridecennale nel campo della montagna: riviste specializzate in grado di indirizzare e consigliare escursionisti alle prime armi, alpinisti che cercano mete divertenti, remunerative e sicure, e arrampicatori di ogni livello in cerca di nuove vie di salita. Un’informazione precisa e puntuale è sempre un buon viatico prima delle vacanze, anche per chi non è affatto digiuno di montagna.
In realtà, la frequentazione della montagna, lungo i sentieri o in arrampicata, è un’attività che, se praticata con le dovute cautele e secondo regole precise, presenta margini di rischio molto contenuti ed è fonte di soddisfazione e di divertimento. Drammi e tragedie sono un capitolo che, il più delle volte, è legato alla faciloneria e alla scarsa conoscenza dell’ambiente. Al pari del mare o dei laghi, cime e ghiacciai, canaloni e creste, vie ferrate e percorsi aerei possono diventare pericolosi se non si dispone delle necessarie informazioni e per affrontarli in maniera corretta.
Occorre inoltre sfatare un mito: lo scenario dell’alta quota non è fatto solo di pareti vertiginose, di ghiacciai pensili destinati a rovinare a valle da un momento all’altro, o di terribili crepacci pronti a inghiottire il primo malcapitato di passaggio. Accanto a guglie imponenti e a cascate di seracchi, si trovano luoghi tranquilli e panoramici, ambienti alpestri di rara bellezza, adatti anche a chi si accontenta del panorama e non è attratto da itinerari impegnativi. Si incontrano mete riservate agli arrampicatori estremi, ma ci sono centinaia di cime adatte anche agli alpinisti di medie capacità; per non parlare dell’infinita rete di sentieri che può essere percorsa anche dagli escursionisti più tranquilli, magari con tutta la famiglia.
Esistono diversi modi per vivere la montagna divertendosi in piena sicurezza. In ogni caso è fondamentale evitare il fai da te. Per evitare errori e imprudenze è indispensabile partire informati, conoscere in anticipo le caratteristiche e le difficoltà dei percorsi che si affrontano, utilizzare l’attrezzatura adeguata, imparare a valutare in anticipo rischi e pericoli. Anziché improvvisare (chi mai si metterebbe al timone di una barca a vela senza aver mai navigato), conviene fare esperienza seguendo i passi di una guida alpina o di un accompagnatore esperto, documentarsi e non farsi mancare le buone letture. In libreria si trovano manuali e raccolte di itinerari adatti allo scopo. Ma soprattutto si possono acquistare in edicola periodici che vantano un’esperienza pluridecennale nel campo della montagna: riviste specializzate in grado di indirizzare e consigliare escursionisti alle prime armi, alpinisti che cercano mete divertenti, remunerative e sicure, e arrampicatori di ogni livello in cerca di nuove vie di salita. Un’informazione precisa e puntuale è sempre un buon viatico prima delle vacanze, anche per chi non è affatto digiuno di montagna.
Ufficio stampa CDA&VIVALDA Editori
