Partecipate, la Corte dei Conti “bacchetta” i comuni

Secondo la Sezione non sono stati adeguatamente spiegati i motivi del mantenimento delle partecipazioni e" valutata la compatibilità di tali decisioni con i principi di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa”.
L'assemblea dei sindaci del Celva
Economia

“Hanno esplicitato in termini scarsamente esaustivi le motivazioni del mantenimento delle partecipazioni societarie”  così come non sono state sufficientemente esplicitate "le valutazioni della compatibilità di tali decisioni con i principi di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa”. La sezione di controllo della Corte dei Conti “bacchetta” gli enti locali sulla revisione straordinaria delle partecipazioni, prevista dalla legge Madia.

Le verifiche hanno interessato 257 partecipazioni societarie dirette e indirette detenute: 233 dai 74 comuni, 22 dalle 8 Unités e 2 dal Consorzio Bim.

Su 12 dismissioni effettuate dagli enti locali, la sezione “si riserva di effettuare approfondimenti istruttori relativi alla regolarità degli adempimenti conseguenti alle decisioni assunte". In particolare la Corte dei Conti farà luce sulle “cause della protrazione pluriennale di taluni procedimenti di liquidazione delle partecipazioni in argomento”.

E’ il caso ad esempio del Comune di Saint-Rhémy-en-Bosses che ha deciso “di addivenire alla liquidazione della Tybias Baucii entro la fine del 2017”. La sezione ricorda come il Comune era già stato invitato a dismettere le partecipazioni detenute “in società commerciali le cui attività palesemente risultano non indispensabili per le finalità istituzionali dell’ente pubblico”. L’invito, quindi, all’Amministrazione comunale è a “riconsiderare i termini temporali programmati, in sede di revisione straordinaria, per le dismissioni, in quanto palesemente eccessivi, tali da risultare dilatori, e comunque incompatibili con la scadenza prevista, per le alienazioni in argomento”

Per altre 117 partecipazioni i comuni hanno deciso per il mantenimento senza alcuna azione di razionalizzazione. I riflettori della Sezione si sono accesi però su 35 partecipazioni per le quali viene lamentata l’”assenza dell’analisi comparativa delle ulteriori possibili forme di gestione delle attività rispetto a quella societaria, soprattutto quando relative ai servizi pubblici e, in particolare, a mezzo di società in house, anch’essa richiesta nella predetta circostanza”.

La Sezione rileva, inoltre, che gli enti hanno confermato, senza alcuna azione di razionalizzazione, ulteriori 108 partecipazioni societarie, nelle quali hanno rilevato la presenza di una o più delle criticità. E’ il caso delle 83 partecipazioni relative al Consorzio degli enti locali della Valle d’Aosta.

“La generale motivazione fornita” per il mantenimento “è costituita dalla necessità e indispensabilità della partecipazione – si legge nella relazione –  per il perseguimento dei fini istituzionali dell’ente, unitamente alla considerazione che le attività svolte dal Celva in favore dei soci riguardano prestazioni di assistenza e consulenza”, oltre ad essere “incaricato dell’esercizio in forma associata di funzioni e servizi comunali”.

La sezione rileva però, come nei provvedimenti adottati dagli enti locali “non risultano esplicitate le valutazioni della necessità della forma societaria rispetto alle ulteriori possibili forme per la gestione delle attività inerenti ai servizi pubblici di cui il Celva è incaricato”.

Rilievi vengono effettuati ai comuni di Ayas e di Brusson per partecipazione in Ayas-Brusson Energie srl, società di produzione e distribuzione di energia idroelettrica. “Risultano assenti, tra l’altro – si legge nella relazione –  delucidazioni e giustificazioni della presenza di un organo amministrativo con cinque componenti a fronte della previsione dell’amministratore unico”

Per il Comune di Gressoney-Saint-Jean e la partecipazione detenuta nella società Gressoney Sport Haus srl la sezione sottolinea come le azioni messe in campo “non superano i profili di criticità a suo tempo comunicati all’Ente” e pertanto si “riserva di avviare un’apposita attività istruttoria finalizzata ad accertare, quantomeno, la regolarità delle procedure di affidamento a terzi dei servizi da parte della società per sopperire alla rilevata assenza di personale”.

Ai comuni di Allein, Doues, Gignod, Saint-Christophe e Valpelline viene invece contestato il mantenimento delle partecipazioni detenute nella Società cooperativa elettrica Gignod (CEG) perché non “risultano ulteriori delucidazioni in merito alla vantaggiosità”. Inoltre la sezione ricorda come le amministrazioni pubbliche e le società inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione sono tenute, ad esempio per l’energia elettrica, ad approvvigiornarsi  attraverso le convenzioni o gli accordi quadro messi a disposizione da Consip e dalle centrali di committenza regionali di riferimento.

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