Giustizia, oggi la protesta delle toghe: “No a riforme distruttive”

Grave la situazione a Palermo: "Mancano 125 magistrati"
News Nazionali

Roma, 30 gen.- (Adnkronos/Ign) – Dopo l'apertura dell'anno giudiziaro, ieri in Cassazione, oggi tocca alle 26 Corti di Appello. E l'Associazione nazionale dei Magistrati protesta contro la riforma della giustizia annunciata dal governo, e contro la carenza di organici. Ieri all'appuntamento in Cassazione infatti le toghe hanno preferito mantenere un basso profilo in segno di rispetto per le massime Istituzioni. Oggi invece i magistrati manifestano tutto il proprio "disagio" per le iniziative del governo che rischierebbero di "distruggere" la giustizia.

Il sindacato delle toghe denuncia anche "insulti e aggressioni". Per questo, i magistrati iscritti all'Anm hanno deciso di presentarsi con in mano una copia della Costituzione e di uscire dalle aule durante l'intervento del rappresentante del governo. Un'eccezione per L'Aquila, dove interviene oggi proprio il ministro Angelino Alfano: qui le toghe si astengono dalla protesta in segno di rispetto per la Regione colpita dal terremoto. Stessa scelta anche a Reggio Calabria, dove è intervenuto oggi il presidente del Senato Renato Schifani: anche in questo caso la giunta distrettuale dell'Anm ha disposto una specifica deroga rispetto alle forme di protesta attuate nel resto delle cerimonie inaugurali in Italia.

"La nostra non e' una protesta a difesa della categoria dei magistrati, ma per testimoniare la fortissima preoccupazione che riguarda gli attachi ai principi costituzionali fonadamentali e le garanzie dei cittadini di avere una giustizia uguale per tutti, i processi effettivamente rapidi al di la della politica degli annunci" afferma il presidente dell'Anm di Palermo Antonino Di Matteo. "Il cosidetto processo breve- ha prosegiuto Di Matteo tenendo in mano una copia della Costituzione – comportera' soltanto l'estinzione di molti processi anche importanti, mentre in realta' non si fa nulla per accellerare con riforme concrete i tempi della giustizia".

I giudici denunciano la grave situazione in cui si trova il distretto di Palermo, con un organico ridotto all'osso e piu' di 100mila procedimenti penali in fase indagini preliminari: su 472 magistrati previsti sulla carta ne mancano ben 125. Nel capoluogo siciliano sono piu' di 111 mila i procedimenti penali pendenti in fase di indagini preliminari, con un aumento di oltre 4.000 procedimenti rispetto a un anno prima. Sul banco degli imputati anche il processo civile, con quasi 60mila procedimenti rimasti pendenti davanti ai giudici di pace.

Per il primo presidente della Corte d' Appello di Roma Giorgio Santacroce "solo restituendo credibilita' al ruolo del giudice, e affermandone l'affidabilita' e le prerogative essenziali di autonomia e di imparzialita' si potra' rafforzare la fiducia nella giustizia che, secondo l'ancora attualissima lezione di Piero Calamandrei 'e' un bene comune, il piu' prezioso dei beni comuni. E le ansie che lo concernono sono ansie di tutti i cittadini".

Nella sua relazione il presidente facente funzione della Corte d'Appello di Milano, Ruggero Pesce, parla del processo breve: "E' un ottimo intendimento, ma se lo si attuasse senza la preventiva realizzazione dei presupposti strutturali, normativi e finanziari, si offrirebbe solo il fianco a dure polemiche, come si e' visto". Per il magistrato, quindi, attuare una riforma come quella del processo breve senza mezzi "è come chiedere a un malato di guarire semplicemente imponendoglielo per regolamento".

E poi, aggiunge Pesce, basta con gli attacchi gratuiti alla magistratura. "Pensiamo -dice il magistrato- all'aria avvelenata in cui essa si trova troppo spesso ad operare e ci chiediamo se cio' avvenga per colpe proprie o per gratuiti e interessati attacchi esterni. Ma e' vano cercare di sciogliere il dilemma. Occorre invece -aggiunge- che ci si adoperi con ogni energia per togliere voce a quanti imputano ad alcuni esponenti della magistartura scarsa diligenza o vanita' personale o spinte ideologiche che li orienterebbero altrove rispetto a un'interpretazione corretta e serena della norma".

Anche a Milano, come nel resto d'Italia, numerosi magistrati, con sotto il braccio una copia della Costituzione della Repubblica Italiana, hanno lasciato l'aula magna nella quale si svolgeva la cerimonia per l'inaugurazione dell'anno giudiziario quando sul palco si e' presentato il rappresentante del governo, il sottosegretario alla Giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte