Nos racines: la montagna e l’uomo nelle opere di Guido Diémoz

Nelle spalle curve e nei volti delle opere si ritrova in realtà il mondo contadino che l'artigiano Guido Diémoz ha vissuto e che ripropone in questa veste, volutamente dura come le fatiche del mondo agreste che rappresenta. Chiesa di San Lorenzo - Aosta.
Nos Racines - Guido Diémoz
Cultura

Ventisei sculture a tutto tondo in legno testimoniano, una volta ancora, come la montagna modelli la sensibilità e la creatività di chi la vive e abita. In questa occasione sono le opere protagoniste della mostra "Nos racines" dello sculture valdostano Guido Diémoz, inaugurata lo scorso 9 luglio nella suggestiva Chiesa di San Lorenzo, a tradurre tale legame.

La produzione artigianale di Diemoz evidenzia la sua grande libertà espressiva che richiama il mondo rurale valdostano di cui l'artigiano di Doues è testimone diretto.  Tra le opere in esposizione, di cui otto di grandi dimensioni, si declinano uno dopo l'altro, momenti di vita agreste e pastorale.

Le figure, ben ancorate alle basi di appoggio, sezioni di tronco di noce di ampie dimensioni che caratterizzano la maggior parte della produzione dell'artista, mantengono una certa rigidezza nei movimenti, accentuata dal tipo di finitura, mai levigata, che lascia vivere l'opera in un apparente senso di indeterminatezza.

Nelle spalle curve e nei volti duri si ritrova in realtà il mondo contadino che Diémoz ha vissuto e che ripropone in questa veste, volutamente dura come le fatiche del mondo agreste che rappresenta senza idealizzazioni arcadiche. Altro legame con il territorio vissuto, lavorato, trasformato e amato in tutta la sua essenza e bellezza sono i titoli delle opere: tutte in francoprovenzale: "La leudzà di bouque", "Le tsaven" "Le batsaou". In Diémoz ritroviamo quella scultura ancora volutamente dura, tratto che accomuna diversi scultori valdostani, e che non si abbellisce con linee dolci e colori. E' la materia allo stato più primitivo, modellata dai colpi dello scalpello, a presentarsi agli occhi del visitatore e a raccontare le fatiche di un mondo agreste lontano e tuttavia fortemente presente nei temi e soggetti dell'artigianato di tradizione valdostano.

Guido Diémoz nasce a Doues, dove vive e lavora, nel 1949. Il suo percorso di avvicinamento alla scultura è stato lento. Comincia infatti a prendere in mano lo scalpello relativamente tardi, ha iniziato l'attività di artigiano del legno nel 1977, dimostrando un originale temperamento che lo ha portato a realizzare opere di grande vigore plastico. 

L'esposizione, che rimarrà aprte fino al 24 ottobre, è accompagnata da un catalogo d'arte bilingue italiano-francese, edito da Musumeci, che contiene la riproduzione di tutte le opere in mostra.

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