“Les lieux du patois” una mostra “dietro le quinte”per scoprire i nuovi patoisants

L'obiettivo del fotografo Andrea Alborno è andato alla scoperta dei percorsi che avvicinano e formano "nuovi patoisants" e di come teatro, sport e artigianato siano ancora bacini di conservazione della lingua del cuore dei valdostani e non solo.
Una delle immagini scattate da Andrea Alborno
Cultura

Volti, storie, eventi e suggestioni sono al centro della mostra fotografica “Les lieux du patois – Vallée d’Aoste” che sarà inaugurata sabato 4 settembre alle ore 18 della sala espositive Hotel des Etats ad Aosta nell’ambito della settima edizione della “Fête Valdôtaine et Internationale des Patois”, grande manifestazione culturale che sarà protagonista il 4 e 5 settembre prossimi.

Il patois, la lingua del cuore dei valdostani, è il fil rouge di questo progetto espositivo che nelle foto e nei video del fotografo professionista Andrea Alborno presenta un “dietro le quinte” della “lénva”. La mostra in oltre ottanta fotografie riporta storie individuali di “nuovi patoisants” che hanno scelto di fare propria questa lingua alla forma dialettale per integrarsi con la Valle d’Aosta e le sue genti. Storie personali si alternano al reportage di avvenimenti, attività e contesti dove il patois è protagonista: il Concours Cerlogne, i corsi dell’Ecole populaire de patois, il Bain de langue. Accanto a questi percorsi di apprendimento della lingua ormai consolidati, la mostra ha puntato l’obiettivo su bacini di conservazione del patois ancora forti e dove la “lénva” riempie il paesaggio sonoro e non solo, mantenendo un legame con la tradizione e con la cultura locale: il teatro popolare, l’artigianato e lo sport popolare.

L’esposizione è divisa in sei contesti: l’alpeggio, il lavoro, il teatro popolare, la formazione, l’artigianato, lo sport popolare. In ogni “stanza” viene sviluppato uno dei temi scelti anche attraverso un video che trasporta il pubblico nella casa dei soggetti intervistati o nel bel mezzo di un evento.  Il “dietro le quinte” generale che ne emerge presenta in modo nuovo un quadro linguistico che diventa costruzione lenta e consapevole di un’identità oltre che contribuire al mantenimento di una cultura.

Con questa esposizione – spiega l’assessore regionale alla cultura Laurent Viérin – l’Assessorato ha voluto creare un itinerario alla scoperta di una parte dei contesti dove il patois, lingua del cuore dei valdostani, diventasse quasi palpabile e delle attività che costituiscono un binomio indissociabile dal patois, come il teatro in francoprovenzale, l’insegnamento della civilisation valdôtaine nelle scuole, gli sport popolari, l’artigianato di tradizione. La coscienza dell’importanza della lenva emerge così nettamente in Valle d’Aosta, sola regionale dove il francoprovenzale è ancora vivo e continua a crescere”.

La mostra, che resterà aperta dal 5 settembre 2010 al 6 febbraio 2011, è accompagnata da un catalogo bilingue francese-patois edito dalla Tipografia Valdostana.

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