Smantellata durante l’estate la rampa da skateboard in regione Tzamberlet

Messo in ginocchio dal maltempo e dalla crisi, lo skatepark di Aosta è stato definitivamente smontato dai suoi stessi costruttori nel corso dell'estate. Gli skater aostani sono ora costretti a ripiegare su Cervinia, Pont-Saint-Martin o fuori Valle.
Società

E’ scomparsa nel corso dell’estate la rampa da skateboard in regione Tzamberlet. Costruita solo due anni fa dall’associazione sportiva Whitexpirience, in collaborazione con lo Swit boardshop di Aosta, la struttura di tipo mini-halfpipe, era stata ideata dal rider Davide Zanella e realizzata interamente in legno. Aperta gratuitamente al pubblico, aveva subito riscosso un certo successo ma l’esposizione alle intemperie per un paio di stagioni invernali ne aveva in parte compromesso la copertura.

Le spese di gestione e la flessione economica dell’ultimo anno hanno fatto il resto. “Sebbene non elevatissimi i costi di mantenimento pesavano sulle già ridotte finanze dell’associazione e dei suoi partner commerciali” racconta Jonathan Nicotera, presidente di Whitexpirience. “Non potendo più sostenerli, abbiamo deciso, a malincuore, di smontarla.”

Cosi, per i praticanti aostani dello skateboard, che da oltre 20 anni appassiona tanti giovani tra i 5 e i 35 anni, s’infrange il sogno di avere uno skatepark permanente in città. Mentre da Bologna a Marsiglia passando per Biella, la disciplina sportiva guadagna spazi di agibilità e strutture dedicate, il capoluogo regionale perde l’unica area attrezzata che possedeva. E se la pratica “street” continua ad alimentare polemiche, gli skater più determinati si vedono costretti a vagabondare tra Cervinia e la nuova struttura adiacente la stazione di Pont Saint-Martin, o a spingersi fuori Valle. “Per non parlare della situazione d’oltralpe“, esclamano i ragazzi, “dove skatepark realizzati a regola d’arte spuntano in ogni villaggio.”

Ma forse non tutto è perduto: Jonathan rassicura “il dialogo con l’amministrazione è sempre aperto e non escludiamo la possibilità di rilanciare il progetto in futuro, magari in una zona più adeguata e strategica. Anzi,” aggiunge “ci tengo a ringraziare la giunta comunale che fin da subito si è dimostrata sensibile alla questione, assegnandoci un’area e permettendo di realizzare quella che è stata la prima struttura ad Aosta.

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