Afghanistan, è morto uno dei due italiani feriti in una sparatoria

Domani il Paese al voto per le elezioni parlamentari.
News Nazionali

Herat, 17 set. (Adnkronos/Ign) – E’ morto uno dei due militari italiani feriti dopo essere stati coinvolti in un conflitto a fuoco nella provincia di Farah, in Afghanistan.

Il militare italiano, riferiscono all’ADNKRONOS fonti della Difesa, era stato sottoposto ad un’operazione chirurgica nell’ospedale statunitense ‘Role 2’ di Farah. Nel corso del conflitto a fuoco era stato raggiunto da un proiettile all’altezza della spalla.

I due incursori, un ufficiale e un militare di truppa della Task Force 45, costituita dalle forze speciali italiane, erano stato raggiunti da colpi d’arma da fuoco nel distretto di Bakwa, durante una sparatoria con gli insorti. L’operazione alla quale stavano prendendo parte era mirata alla cattura di quattro insorti avvistati da un velivolo senza pilota dell’Aeronautica militare mentre posizionavano un ordigno lungo la strada che collega Farah a Delaram. I quattro si erano spostati in un’abitazione verso la quale si stavano dirigendo un elicottero da trasporto CH47 con a bordo gli elementi delle forze speciali, scortato da due elicotteri Mangusta. Il Maggiore Mario Renna, portavoce del Comandante del Regional Command West di Isaf, sottolinea che la dinamica dell’accaduto ‘è in fase di ricostruzione, mentre le famiglie dei due militari sono state avvisate’.

Proprio questa mattina, presso il Quartier Generale Isaf di Kabul, alla presenza del generale Claudio Mora, Deputy Chief of Staff Stability Isaf, nonché Italian Senior National Representative in Afghanistan, si è svolta la commemorazione del primo anniversario dell’attentato del 17 settembre 2009, nel quale persero la vita 6 militari italiani appartenenti alla Brigata Paracadutisti Folgore.

Il ferimento dei due militari è avvenuto a a 24 ore dalle elezioni parlamentari previste domani in Afghanistan.

“Ci saranno irregolarità e problemi”, ha affermato il presidente afghano Hamid Karzai nel corso di una conferenza stampa a Kabul, nella quale ha fatto il punto della situazione dall’importante appuntamento elettorale. “In base alla circostanze dobbiamo aspettarci che ci saranno irregolarità, problemi e accuse”, ha affermato Karzai. “Ma noi – ha aggiunto il presidente afghano – dovremmo provare a fare del nostro meglio e rendere le elezioni un successo”. Karzai, rieletto lo scorso anno tra sospetti di brogli, ha quindi invitato la popolazione a recarsi alle urne in massa. “E’ importante – ha concluso – che la popolazione afghana vada a votare e abbia fiducia nei suoi voti”.

E in vista dell’appuntamento con le urne, i militari italiani sono impegnati nella distribuzione delle schede. Gli elettori dei distretti remoti di Gulistan e Por Chaman, nella provincia di Farah, potranno votare proprio grazie alla missione compiuta oggi da un CH 47 dell’aviazione dell’esercito scortato da due mangusta. I militari italiani hanno trasportato migliaia di schede ai seggi situati nei distretti montuosi dove, dal primo settembre, è schierata la task force south east italiana. Nei giorni scorsi diverse missioni erano state annullate a causa delle tempeste di sabbia che hanno colpito la provincia di Farah.

E ancora, i blindati Freccia dell’82esima compagnia della Task Force Centre di stanza a Shindand sono intervenuti dopo l’esplosione di un ordigno improvvisato (Ied) che ha colpito un camion di un convoglio della Commissione elettorale indipendente afghana (Iec), che trasportava schede destinate ai seggi del distretto. I militari italiani della Quick Reaction Force (Qrf), a supporto delle forze di sicurezza afghane, si sono recati sul luogo per recuperare le schede e scortare il resto del convoglio della Iec.

Intanto, il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha incontrato il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen. Al centro dei colloqui “l’obiettivo di iniziare la consegna del comando dell’Afghanistan, sotto tutti i punti di vista, entro il 2011 e poi proseguirla fino al termine del 2013 e l’inizio del 2014”. La Russa spiega che, “per fare questo, molto importante è il compito degli addestratori, e in questo il ruolo dell’Italia è essenziale. In qualche modo – aggiunge – se ne richiede l’incremento, ma saranno Berlusconi e il governo a decidere”.

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