Da oggi la Valle d’Aosta potrà utilizzare il latte e la produzione dei suoi prodotti anche se provenienti da allevamenti situati in zona di sorveglianza, definita per arginare la diffusione della dermatite nodulare bovina.
A comunicarlo il Governo regionale, dopo che le Direzioni generali dell’Igiene e della sicurezza alimentare e la Direzione generale della salute animale del Ministero della Salute, con il supporto tecnico-scientifico del Centro di Referenza Nazionale per le Malattie Esotiche, hanno disposto la deroga all’applicazione del Regolamento (UE) 2020/687.
“Si ricorda che la zona di sorveglianza era stata istituita come misura di prevenzione e controllo in presenza di focolai di dermatite nodulare contagiosa verificatisi oltre confine, in Savoia ed in Alta Savoia, con l’obiettivo di ridurre la possibilità di diffusione del virus attraverso restrizioni agli spostamenti degli animali e una vigilanza sui prodotti di origine animale”, scrive la Regione in una nota.
Con la deroga “si è quindi rimosso il blocco che a titolo preventivo era stato imposto alla movimentazione del latte e dei prodotti a latte crudo, pur non essendoci, come già comunicato e ribadito, alcun rischio per la salute umana”, si legge ancora.
“Il latte crudo – riporta il dispositivo della deroga – anche se proveniente da zone soggette a restrizione, può ora essere movimentato all’interno del territorio regionale e nazionale, a condizione che sia destinato a impianti di trasformazione che ne assicurino la produzione di formaggi del tipo Fontina DOP e Toma e la relativa stagionatura per un periodo di almeno 60 (sessanta) giorni. Le forme intere possono completare il processo di stagionatura all’interno di più stabilimenti, purché situati nel territorio regionale”.
“La deroga è giunta dopo le numerose interlocuzioni che, fin dall’Unità Centrale di Crisi dello scorso 7 agosto – il solo tavolo dove è possibile prendere questo tipo di decisioni – la Struttura di riferimento dell’Assessorato della Sanità, salute e politiche sociali, ha tenuto, di concerto con il Governo regionale, con il Ministero e con il CeSME, anche in conseguenza del confronto e delle necessità espresse dai rappresentanti del settore sanitario e della trasformazione lattiero casearia”, dicono da piazza Deffeyes.
Non solo: “Dalle premesse del documento ministeriale risulta evidente che, per il rilascio della deroga, sono stati fondamentali i risultati estremamente positivi raggiunti nell’attuazione del piano vaccinale obbligatorio contro la dermatite nodulare contagiosa avendo completato, in meno di venti giorni, la vaccinazione dei capi presenti nella zona di sorveglianza e raggiunto circa l’82 per cento di copertura vaccinale sull’intero territorio regionale”.
Infatti, prosegue la nota, “l’assenza di focolai e la copertura vaccinale, sin qui raggiunta nella nostra regione, hanno consentito infatti al CeSME e alle competenti Direzioni Generali del Ministero della salute di attestare l’assenza di rischi sanitari di diffusione della malattia attraverso i prodotti lattiero-caseari a latte crudo prodotti della nostra regione”.
Il Governo “esprime soddisfazione per il risultato raggiunto, a conferma di come la scelta della vaccinazione si sia rivelata efficace per affrontare l’emergenza legata alla dermatite nodulare contagiosa prima per la salvaguardia del nostro patrimonio zootecnico e poi per lasciare aperte e continue le interlocuzioni con il Ministero della Salute per specifiche e importanti richieste di deroga, ricordando che dal punto di vista di qualità e sicurezza del prodotto, le fontine prodotte in zona di sorveglianza sono del tutto identiche a quelle prodotte nel resto del territorio valdostano”.