Dario Berlier e le sue “Poetiche espressioni” nella Chiesa di San Lorenzo

Lo scultore di Gressan presenta al pubblico 36 opere, tra bassorilievi e lavori a tuttotondo, che richiamano personaggi e storie d’antan. Tra poesia e sottile ironia Berlier racconta con il noce un presente e un passato in cui ritrovarsi.
Il "Sant'Anselmo" di Berlier all'entrata della mostra
Cultura

Non chiedetegli di parlare del suo modo di scolpire, chiedetegli piuttosto di descrivervi qualche sua opera: in questo modo, raccontando del suo lavoro, verrà fuori la parte più intima di Dario Berlier, quella parte che rappresenta la musa ispiratrice di questo artigiano professionista di Gressan cui è dedicata l’esposizione dal titolo “Poetiche espressioni”, allestita nella suggestiva Chiesa di San Lorenzo ad Aosta.

E’ nei piccoli dettagli che ritroviamo i caratteri distintivi di Berlier, che ci accoglie nella sua prima personale ad Aosta con un “Sant’Anselmo” a braccia aperte, cui delega il benvenuto al visitatore. L’esposizione presenta al pubblico trentasei opere, tra bassorilievi e lavori a tuttotondo, ricavate nel legno di noce, essenza lignea prediletta dall’artigiano, che ci raccontano il percorso di questo scultore. Frutto di una ricerca che gli arriva dalla passione per la fotografia e il teatro, Berlier fa di ogni opera una vera e propria pièce per raccontare storie o semplici personaggi attraverso pochi e sapientemente scelti elementi che trascendono la realtà. Colore, mordenti o acrilici monocromatici sulle tinte del legno, donano alle opere una dolce vitalità e meglio aiutano il visitatore ad entrare nella sua poetica lignea.

Alla poesia si unisce anche un’ironia sottile, anche qui espressa attraverso magitrali tocchi: come il clochard che tiene in mano il biglietto vincente della lotteria, o il prete con i basettoni e la tunica sbottonata. I bassorilievi traducono poi, nella loro composizione, la duplice essenza dell’uomo di montagna: duro e grezzo, come la cornice volutamente anticata dalla sapiente mano di Berlier, attraverso nodi e segni del tempo, ma allo stesso tempo sensibile e disposto ad aprirsi, come gli spazi vuoti al centro delle sue opere, finestre aperte verso l’interiorità. Nei bassorilievi troviamo anche oggetti poveri ed essenziali: una corda, un chiavistello, una rete, inserti che si amalgamano con il legno e che richiamano una cultura alpina in cui tutto veniva riutilizzato. Non manca mai il richiamo al tempo che passa, in questo caso è una sveglia o un orologio a ricordarcelo.

L’esposizione, aperta fino al 3 febbraio 2011, è accompagnata da un catalogo d’arte bilingue italiano-francese, edito dalla Tipografia Valdostana, che contiene la riproduzione di tutte le opere in mostra. L’ingresso è gratuito.

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