Contratto 2022/24 per Istruzione e Ricerca, la Cgil non firma: “Una scelta coerente”

La Flc Cgil Valle d’Aosta, in una nota, rivendica la mancata sottoscrizione definitiva del Contratto collettivo nazionale della scuola e parla di "retribuzioni insufficienti, mancato recupero dell’inflazione e una scarsa valorizzazione professionale del personale".
Cgil Aosta
Scuola

“Una scelta coerente con il mandato delle lavoratrici e dei lavoratori”. Così, in una nota, la Flc Cgil Valle d’Aosta rivendica la mancata sottoscrizione definitiva, da parte del sindacato, del Contratto collettivo nazionale “Istruzione e Ricerca” 2022/24, sottoposto dall’Aran – l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni – alle parti sociali.

La Cgil, infatti, parla di “una decisione coerente, motivata da retribuzioni insufficienti, dal mancato recupero dell’inflazione e da una scarsa valorizzazione professionale del personale del comparto”.

Il contratto, spiega ancora il sindacato, “non compensa adeguatamente la perdita di circa due terzi del potere d’acquisto delle retribuzioni causata dall’inflazione nel triennio di riferimento, né riconosce in modo congruo l’evoluzione organizzativa e professionale del personale della scuola. L’aumento salariale previsto dal contratto risulta del tutto inadeguato rispetto all’attuale tasso di inflazione, che ha raggiunto il 17 per cento, determinando una significativa perdita di potere d’acquisto per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, compreso il personale del comparto scuola”.

Non solo: “Gli incrementi in busta paga, infatti, si attestano mediamente tra i 110 e i 185 euro lordi mensili e comprendono somme già anticipate sotto forma di indennità di vacanza contrattuale. Di conseguenza, gli arretrati riconosciuti per il periodo 2024/25 si riducono sostanzialmente a una sola mensilità aggiuntiva, del tutto insufficiente a compensare l’aumento del costo della vita”.

Senza citare gli altri sindacati – il rinnovo del contratto è stato sottoscritto da Fsur Cisl, Uil Scuola Rua, Snals Cnfsal, Gilda Unams e Anief e in Valle riguarda gli insegnanti della scuola pubblica, il personale del Conservatoire ed i docenti e ricercatori dell’UniVdA – la Flc Cgil sottolinea come la propria posizione “sia il risultato di un percorso democratico e partecipato con le assemblee che hanno coinvolto lavoratrici e lavoratori, che hanno espresso un orientamento chiaramente contrario all’intesa”. Quindi, si legge ancora, “il sindacato ha agito nel pieno rispetto di un esito vincolante, che non poteva essere disatteso”.

Guardando al futuro, la Flc Cgil Valle d’Aosta “auspica l’apertura tempestiva delle trattative per il prossimo triennio contrattuale, con risorse adeguate all’andamento inflattivo e stanziamenti capaci di valorizzare la crescente professionalità di tutto il personale del comparto, tenendo conto dei profondi cambiamenti organizzativi in atto nelle scuole”.

“La non firma vuole essere un messaggio chiaro a un Governo che ha scientemente programmato il taglio delle retribuzioni di oltre 1,3 milioni di lavoratrici e lavoratori, già tra i più penalizzati dell’intero settore pubblico – chiude la nota Cgil –. È necessario colmare il divario retributivo con il resto della pubblica amministrazione e garantire il completo recupero dell’inflazione”.

Firmato il contratto 2022-24 per Istruzione e Ricerca: via libera ad arretrati e cedolini aggiornati

27 dicembre 2025

Conservatoire de la Vallée d’Aoste – Aosta.

Siglato martedì scorso, 23 dicembre, il contratto di lavoro 2022-2024 del comparto Istruzione e Ricerca. Ad annunciarlo è in una nota la Cisl Scuola Valle d’Aosta.

In ambito regionale, il rinnovo riguarda gli insegnanti della scuola pubblica valdostana, il personale del Conservatoire de la Vallée d’Aoste e i docenti e ricercatori dell’Université de la Vallée d’Aoste. A sottoscrivere l’accordo sono state Fsur Cisl, Uil Scuola Rua, Snals Confsal, Gilda Unams e Anief.

Con la firma arrivano il via libera al pagamento degli arretrati, l’aggiornamento del cedolino e il diritto, per le organizzazioni firmatarie, a partecipare alla contrattazione di secondo livello.

Per la Cisl Scuola Valle d’Aosta “questo rinnovo è un ulteriore passo avanti per aprire una nuova stagione contrattuale”. Il contratto, sottolinea la segretaria Cisl Scuola Alessia Demé, arriva quasi un anno dopo la scadenza del triennio di riferimento e consente di ricevere il saldo degli incrementi retributivi spettanti — al netto delle anticipazioni già in busta paga — con il pagamento degli arretrati dei mesi precedenti, “equivalenti a una sorta di seconda tredicesima“, che sarà soggetta a tassazione separata sul cedolino.

La firma rende inoltre possibile avviare immediatamente le trattative per il triennio 2025-2027, con l’obiettivo di ottenere un ulteriore incremento del trattamento economico. “Per la prima volta da decenni — evidenzia ancora Demé— si potrebbe arrivare agli aumenti contrattuali nel corso del triennio di vigenza, evitando i trascinamenti che hanno spesso portato a rinnovi ben oltre la scadenza”.

La trattativa sulla parte normativa, finora approfondita solo su un numero limitato di materie, si intreccia ora con il negoziato per il nuovo triennio. “È urgente riaprire le trattative già dal prossimo mese di gennaio per migliorare gli istituti contrattuali di natura normativa e incrementare la parte tabellare per il triennio 2025-2027: ridare al rinnovo contrattuale la giusta tempistica è un impegno sindacale che Cisl Scuola ha assunto con i propri iscritti”, afferma Alessia Démé, segretaria generale della Cisl Scuola Valle d’Aosta.

6 risposte

  1. Per esperienza personale posso affermare senza tema di smentita che la CGIL la coerenza non sa nemmeno dove sia di casa

  2. La CGIL continua a non firmare i contratti nazionali dei vari settori, che cercano di ridare ai lavoratori un po’ di potere d’acquisto in più. E questo dopo decenni in cui la CGIL ha contribuito ad affossare il sindacalismo e il potere di acquisto dei lavoratori dipendenti affiancando le politiche di una sinistra miope e che faceva gli interessi di non si sa chi, ma di certo non dei lavoratori.
    Bene hanno fatto la CISL, prima, e la UIL, dopo, a sfilarsi dalle posizioni illogiche di questo pseudo sindacato “dei lavoratori”.

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