“Sugli equipaggi di elisoccorso la scelta è organizzativa, fondata su evidenze operative”

Il medico Antonio Iriti, in servizio sull’elicottero da una decina di anni, interviene sulla questione degli equipaggi di elisoccorso rilanciata dall'Opi, l'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Aosta.
Ciclista spagnolo
Sanità

“Il contesto valdostano presenta una prevalenza di interventi in ambiente ostile e impervio, dove il fattore limitante non è inizialmente l’assistenza sanitaria, bensì la possibilità di raggiungere il paziente in sicurezza e di procedere al recupero e trasporto in ospedale. In tali scenari, la presenza di due tecnici specializzati del soccorso Alpino Valdostano è essenziale e non sostituibile, poiché garantisce competenze tecnico-alpinistiche avanzate indispensabili per la sicurezza dell’equipaggio e del paziente”. Il medico Antonio Iriti, in servizio sull’elicottero da una decina di anni, interviene sulla questione degli equipaggi di elisoccorso rilanciata dall’Opi, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Aosta.

Per il medico, quindi, questa scelta non è il risultato di una sottovalutazione del ruolo infermieristico, ma è “una scelta organizzativa fondata su evidenze operative, cliniche e territoriali”.

“Nel soccorso alpino, dove gli interventi avvengono in ambienti impervi, i tecnici Specializzati del Soccorso Alpino Valdostano, che svolgono anche le funzioni di soccorritori dell’eliambulanza, sono indispensabili per garantire sicurezza e gestione tecnica del paziente” prosegue Iriti. “In questo modello, l’assenza dell’infermiere non determina un abbassamento degli standard assistenziali, ma rappresenta una razionalizzazione delle risorse in relazione allo spazio, al peso, alla sicurezza del volo e alla tipologia degli interventi che ha tempi massimi dal target all eliporto di circa 25 minuti.”

A garantire l’assistenza sanitaria pre-ospedaliera è il medico, “mentre il supporto tecnico delle guide consente di ridurre i tempi di recupero e di esposizione al rischio, con un beneficio diretto sugli esiti clinici.”

Diverso è il ruolo dell’infermiere, “imprescindibile” nei trasporti programmati, e in particolare nei trasferimenti interospedalieri di pazienti critici o potenzialmente instabili. “In questo contesto, il ruolo dell’infermiere è centrale per garantire il monitoraggio continuo, la gestione delle terapie, della ventilazione e della sedazione, nonché la continuità assistenziale durante il volo.” prosegue Iriti, auspicando poi per il futuro di poter avere “equipaggi completi costituiti da medico e infermiere anche su automediche e ambulanze, in modo da garantire uniformità negli standard di assistenza, maggiore sicurezza dei pazienti e maggiore efficacia del sistema di emergenza-urgenza su tutto il territorio regionale”.

Emergenza e trasporti complessi, l’OPI Aosta rilancia: infermiere anche in elisoccorso

5 gennaio 2026

C’era anche un’infermiera, Martina Vitali, nell’équipe che sabato ha preso parte al complesso trasporto sanitario di una giovane donna rimasta ferita nel rogo di Crans-Montana e trasferita all’Ospedale Niguarda di Milano. A ricordarlo, esprimendo orgoglio e apprezzamento, è l’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Aosta.

Secondo l’OPI, l’intervento ha richiesto elevate competenze cliniche, capacità di gestione dell’emergenza e un efficace lavoro in équipe multiprofessionale, garantendo continuità assistenziale e sicurezza della paziente durante tutte le fasi del trasferimento.

“Questo episodio – dichiara la presidente dell’OPI Aosta, Paola Ascolese – rappresenta un esempio concreto del ruolo fondamentale dell’infermiere nei contesti di emergenza-urgenza e nei trasporti sanitari ad alta complessità, confermando il valore, la responsabilità e l’autonomia della nostra professione”.

La presidente richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di una visione strategica dell’emergenza territoriale: “In molte realtà regionali e nazionali l’infermiere è parte integrante dell’equipaggio di elisoccorso, contribuendo in modo significativo alla gestione del paziente critico e alla continuità delle cure durante il trasporto. In Valle d’Aosta, dove attualmente questa figura non è prevista, riteniamo opportuno avviare un confronto istituzionale sul possibile sviluppo di modelli organizzativi che valorizzino pienamente le competenze infermieristiche, nell’ottica di un rafforzamento complessivo del sistema di emergenza-urgenza e della sicurezza dei cittadini”.

L’OPI rinnova infine il proprio impegno per la valorizzazione della professione infermieristica in tutti gli ambiti lavorativi e ringrazia la collega per la competenza e il senso di responsabilità dimostrati.

13 risposte

  1. Ma se un medico rianomatore che lavora li dice che non serve l’infermiere e la storia (c’è stato un periodo con l’infermiere in vda) lo conferma, perche ci si ostina a volerlo mettere a bordo?
    Da fuori sembra solo l’ennesimo giochino che vogliono avere gli infermieri, senza contare che poi in montagna ci devono andare per davvero gli infermieri, non guardarla dall’alto e far scendere a quel punto l’unico capace di operare nel terreno prevalentemente della regione.
    Mettiamoli sulle ambulanze dove il medico da solo non può davvero fare nulla.

  2. Si avrebbe lo stesso servizio risparmiando 420 euro a turno x 2 guide al giorno….Le Guide verrebbero imbarcate direttamente come già accade a volte per fare interventi in alta quota che di fatto non arrivano a 50 all’anno….Eh ma la lobby va difesa…

    1. La lobby certamente va difesa.Come ho scritto in un commento sotto,l’elisoccorso lo comandano loro.Si sa mai che in futuro decidano le caratteristiche del tipo di elicottero da utilizzare.

  3. Ovunque in Italia i mezzi di soccorso avanzati più efficienti sono composti da un medico di emergenza e da un infermiere di area critica, che siano su gomma o sull’elisoccorso. La realtà valdostana è certamente peculiare ma credo che i pazienti si meritino il meglio…
    Eventualmente la 2 guida alpina sarà imbarcata per gli interventi di recupero tecnico..

    1. La realtà di Aosta è un unicum europeo nel sistema di elisoccorso a quelle quote non puoi permetterti il lusso di dover capire a posteriori di dover avere il secondo TES. Tolto ciò ovunque in inverno si sacrifica la parte sanitaria se imbarchi ad esempio il TES con il cane da valanga. REGA e Airzermatt o Airglacier lavorano tutti senza infermiere a bordo. Prima di pensare a usare per poco una risorsa che non c’è manco per i reparti, fossi nei sindacati e organizzazioni, penserei prima a fargli avere stipendi degni, ore di riposo,ferie e magari le mai date specializzazioni post diploma invece di queste bandierine politiche. Tolto ciò usare come caso un secondario per dire che sui primari a 3500 metri devi avere l’infermiere

  4. Ma non erano in carenza cronica di organico gli infermieri? O forse sarà che l’idea di salire su un elicottero li eccita più del fare il lavoro in ospedale, in ambulanza e in rsa?
    In vda l’ultimo corso di laurea in infermieristica aveva il 50% dei posti vuoti, prima di fantasticare sugli infermieri con le ali sarebbe meglio averne in ospedale no?
    Poi ci lamentiamo delle liste d’attesa

  5. Ma non erano in carenza cronica di organico gli infermieri? O forse sarà che l’idea di salire su un elicottero li eccita più del fare il lavoro in ospedale, in ambulanza e in rsa?
    In vda l’ultimo corso di laurea in infermieristica aveva il 50% dei posti vuoti, prima di fantasticare sugli infermieri con le ali sarebbe meglio averne in ospedale no?
    Poi ci lamentiamo delle liste d’attesa

  6. Che piacere sentire la voce dell’Ordine degli infermieri. Che dovrebbe farsi sentire più di frequente visto che alcuni politici pensano che una guida con qualche ora di formazione o qualche oss “specializzato” possa sostituire un infermiere. Soluzioni prive di competenza sempre in agguato, con il pretesto di far quadrare i conti … in una regione che ha avanzato 277 milioni nel 2024 … 🤦🏻‍♀️

  7. In alto adige, che come si vede sempre dai numeri annnui non fanno proprio nessun intervento in montagna, proprio nessuno, pensa che a bordo c’è solo medico e infermiere.
    I tecnici di elisoccorso e le guide le prendono quando servono sul posto quelle della zona. Comunque a parte gli scerzi il compromesso si trova sempre..
    Resto delle regioni italiane 1 medico, 1 infermiere un tecnico di elisoccorso.

    1. Il compromesso non si troverà mai
      In VdA sono le guide alpine a “comandare “l’elisoccorso.E non rinunceranno mai a lasciare un posto ad un infermiere.

  8. Se si vuole mettere un infermiere come equipaggio fisso dell’elisoccorso,si deve rinunciare a una guida alpina a bordo.

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