Il Forte di Bard compie vent’anni: da fortezza a polo culturale con oltre 5 milioni di ingressi dal 2006 ad oggi

Il 13 gennaio 2006 il Forte di Bard venne inaugurato con l’apertura del Museo delle Alpi. Vent’anni dopo, nel corso della serata-evento organizzata per le celebrazioni del ventennale, è stato mostrato in anteprima il San Giovanni Battista, capolavoro di Caravaggio.
San Giovanni Battista Mostra Caravaggio per Ventennale Forte di Bard Foto Alice Dufour
Cultura

Un luogo dove il rumore dei cannoni è stato sostituito dalle note dei concerti sotto le stelle. Da fortezza militare a polo culturale. Il Forte di Bard ha aperto le sue porte, non per difendersi dal nemico ma per accogliere i suoi visitatori, vent’anni fa, il 13 gennaio 2006, dopo un importante intervento di recupero.

Nel 2006 il complesso monumentale venne inaugurato con l’apertura del Museo delle Alpi. Vent’anni dopo, martedì 13 gennaio 2026, nel corso della serata-evento organizzata per le celebrazioni del ventennale di attività, è toccato a San Giovanni Battista, capolavoro di Caravaggio.

Il Forte di Bard: una scommessa vincente

Nel 1827 il progetto di rifacimento del Forte fu affidato all’ingegnere militare Olivero. Una fortezza pensata per ospitare fino a 416 militari, anche il doppio con il sistema ‘paglia a terra’. Nel 1975 si decise di smilitarizzarlo. La Regione autonoma Valle d’Aosta entrò in gioco nel 1990. Lo acquisì per poi farlo restaurare. Scelta che l’attuale Presidente, Renzo Testolin, definisce “lungimirante”, soprattutto se si considera l’indotto del Forte “per una Bassa Valle che aveva bisogno di ripartire dopo la chiusura delle fabbriche”.

Il Forte viene ripensato attraverso un progetto di recupero finanziato dal fondo europeo di sviluppo regionale e dal fondo di rotazione statale, nell’ambito della riconversione delle aree in declino industriale. Diventa un polo di attrazione culturale, la cui gestione è affidata all’Associazione Forte di Bard. Da ormai vent’anni, dal 2006 al 2026, il Forte è al servizio della cultura e del territorio.

“È una struttura dai numeri importanti – 5 milioni di ingressi in vent’anni e 250 mila all’anno – e necessita di un’attenzione costante” afferma Testolin.

Per il ventennale è intervenuto anche, con un videomessaggio, il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin: “dall’alto della fortezza si coglie la portata di una sfida straordinaria nella quale coniugare il patrimonio ambientale e il grande patrimonio storico, culturale”.

Videomessaggio del Ministro Pichetto Fratin Ventennale Forte di Bard Foto Alice Dufour
Videomessaggio del Ministro Pichetto Fratin Ventennale Forte di Bard Foto Alice Dufour

“L’avventura avrà un lieto fine?”

“Nei giorni della riapertura, vent’anni fa, al confine tra la fine dei lavori e l’inizio della gestione, la domanda che si ponevano tutti era: l’avventura avrà un lieto fine?” ricorda la Presidente dell’Associazione Forte di Bard Ornella Badéry.

Oggi il Forte di Bard è riconosciuto a livello nazionale. “È il risultato di un insieme di attività poliedriche” con destagionalizzazione dell’offerta. “Accoglie il pubblico tutto l’anno”.

L’avventura “non ha una fine, è un percorso” e a parlare sono soprattutto i numeri. Gli ingressi complessivi a mostre, musei ed eventi superano, in vent’anni, i cinque milioni.

“La più grande soddisfazione dell’Associazione Forte di Bard in questi vent’anni è il contributo dato al cambiamento del tessuto economico della Bassa Valle”, nonostante lo scetticismo con cui era stato inizialmente accolto il progetto.

“Vent’anni non sempre facili” ammette la Presidente Badéry, ma il Forte “conserva lo spirito dell’araba fenice”. Sa rialzarsi e riprendere il cammino superando le difficoltà.

Capolavori al Forte: la mostra “Caravaggio. San Giovanni Battista” fino al 6 aprile.

Per festeggiare il traguardo del ventennale, a Bard è arrivato un capolavoro di Caravaggio, “il più popolare dei maestri della pittura italiana di tutti i tempi”: il San Giovanni Battista.

Era il dipinto che stava sulla barca con la quale Caravaggio affrontò il suo ultimo viaggio. Era diretto verso la Capitale, ma morì prima di arrivarci a Porto Ercole. “Caravaggio non tornò a Roma, ma vi tornò il San Giovanni Battista”. A ripercorrere la storia dell’artista è Francesca Cappelletti, Direttrice generale della Galleria Borghese, attraverso un videomessaggio.

Dalla Galleria Borghese anche Barbara Provinciali ricorda che l’opera, realizzata intorno al 1610 durante il soggiorno napoletano del pittore, è stata “con Caravaggio fino ai suoi ultimi giorni”. Il quadro, che ritrae un giovane e pensieroso Giovanni Battista, è ora ospitato nella Cappella del Forte dedicata a San Maurizio.

La mostra “Caravaggio. San Giovanni Battista” sarà aperta al pubblico fino al 6 aprile 2026. Per omaggiare l’artista, domenica 18 gennaio alle ore 15.30 nella Sala Olivero, è in programma il concerto Lux in tenebris dell’Ensemble vocale e strumentale Gli Invaghiti.

Il San Giovanni Battista è soltanto il primo capolavoro dell’omonimo progetto “Capolavori al Forte” che, in occasione del ventennale, vedrà alternarsi ogni anno, sino al 2028, un grande capolavoro dell’arte italiana.

Abbattimento dei consumi energetici di oltre il 50%: tutela ambientale e sfide future.

“Abbiamo ristrutturato il sistema di riscaldamento e raffrescamento. Sono stati investimenti importanti che hanno portato all’abbattimento dei consumi energetici di oltre il 50%”. La Presidente Ornella Badéry coglie l’occasione per ricordare l’impegno del Forte di Bard rispetto al tema della tutela ambientale.

E tra le azioni e le sfide future vi sono il rifacimento di alcune sale, l’acquisizione degli archivi, l’avvio di nuovi progetti di sviluppo in area didattica, l’analisi degli impatti dell’Intelligenza Artificiale sui servizi museali e il sostegno di nuovi progetti di ricerca scientifica.

Già avviato sulla strada dell’inclusione, al Forte di Bard si arriva dappertutto. Non vi sono barriere architettoniche. Inoltre, per l’esposizione di Fernando Botero sono stati installati sei pannelli tattilo-visivi con l’obiettivo di rendere la mostra fruibile anche a persone con disabilità visiva.

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