Esame di Maturità, ecco il decreto con le materie che in Valle d’Aosta saranno sostituite dal francese

Il decreto segue la modifica della legge sull’esame di maturità, approvata nell’ultima riunione del Consiglio regionale.
Immagine di archivio
Scuola

Latino allo scritto e matematica all’orale al Classico, matematica allo scritto e scienze naturali all’orale allo Scientifico, inglese allo scritto e scienze naturali all’orale al Linguistico, discipline grafichee allo scritto e fisica all’orale all’Artistico. Sono le materie con cui i futuri maturandi dovranno confrontarsi al prossimo Esame di Stato.

L’Assessore ha firmato e trasmesso alle istituzioni scolastiche il decreto riguardante l’esame di maturità 2025/2026 che individua le materie che, in Valle d’Aosta, verranno sostituite dalla lingua francese.

Il decreto segue la modifica della legge sull’esame di maturità, approvata nell’ultima riunione del Consiglio regionale. Recependo le indicazioni statali, la Regione ha stabilito di sostituire uno dei quattro commissari d’esame individuati dalle tabelle ministeriali. La sostituzione è stata effettuata con l’obiettivo di mantenere l’equilibrio tra le aree disciplinari proposto dalle tabelle per ciascuno degli indirizzi di studio.

Nella mattinata di oggi, il decreto è stato presentato ai Dirigenti delle istituzioni scolastiche in un incontro online.

Qui l’elenco delle materie oggetto d’esame.

Riforma sulla maturità: la Valle d’Aosta approva con riserva. Impegno per il 2026

28 gennaio 2026

È servita un’intera mattinata di confronto, e una lunga sospensione dei lavori, per arrivare a un ordine del giorno condiviso (astenuto il solo gruppo di Fratelli d’Italia) da affiancare all’approvazione del disegno di legge sulla maturità. Il provvedimento è stato approvato con 28 voti favorevoli; si sono astenuti Avs e Fratelli d’Italia.

Se quest’anno la Valle d’Aosta non ha potuto sottrarsi all’adeguamento alla riforma statale, anche per i tempi stretti e per garantire il regolare svolgimento dell’esame di Stato, l’impegno assunto dal Governo per il 2026 è quello di aprire un’interlocuzione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito per superare la norma transitoria, come sollecitato nei giorni scorsi anche dai sindacati.

L’obiettivo dell’accordo con lo Stato è tutelare la “specificità linguistica valdostana, nel rispetto del principio costituzionale di uguaglianza sostanziale” e costruire un assetto delle commissioni che assicuri un esame “il più possibile equo, completo e coerente con la pluralità delle aree disciplinari”, garantendo un migliore equilibrio nella valutazione e una maggiore qualità complessiva del percorso d’esame.

Il disegno di legge, presentato dalla Giunta regionale il 16 gennaio e illustrato in aula dalla consigliera Cristina Machet, modifica la legge regionale per adeguarla alla riforma nazionale dell’esame di Stato nei mesi scorsi. La riforma attribuisce al Ministero la scelta delle materie d’esame e ridefinisce la composizione delle commissioni d’esame, fissando a quattro il numero massimo dei commissari. La Regione interviene per garantire la presenza di un docente di francese nelle commissioni, senza aumentarne il numero, attraverso la sostituzione di una disciplina ministeriale con il francese, fatti salvi i percorsi in cui la lingua è già prevista, come l’Esabac.

“Questa legge non è quella che immaginavamo – ha detto in aula l’Assessore all’istruzione, Erik Lavevaz -. Mi sono occupato del tema subito dopo il mio insediamento con un obiettivo chiaro e condiviso: l’aggiunta di un commissario di francese, non la sostituzione di uno dei commissari previsti. Dalle interlocuzioni che abbiamo avuto con il Ministero dell’istruzione – sfociate nella richiesta di un parere formale a cui abbiamo avuto risposta, dopo diversi solleciti, lo scorso 12 gennaio – non è stato possibile, al momento, trovare un accordo e abbiamo dovuto prenderne atto. Infatti, con un parere scritto che rendeva certa l’impugnativa, approvare una legge destinata a essere impugnata avrebbe significato creare una grave incertezza a pochi mesi dall’esame di maturità, danneggiando direttamente studenti e scuole.”

Critiche sono arrivate dalla minoranza. Per il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, il disegno di legge solleva “evidenti criticità nella scelta delle materie e nell’organizzazione della maturità soprattutto per gli istituti tecnici e professionali, dove le materie sostituibili con il francese sono materie caratterizzanti.”
Parla di “norma inaccettabile” per l’autonoma Valle d’Aosta Chiara Minelli di Avs, ritenendo il nuovo esame di maturità, ritenendolo troppo centralizzato e riduttivo, soprattutto in relazione al numero di commissari e alla riduzione del colloquio orale. Dubbi sulla validità della transitorietà li esprime Fulvio Centoz (PD-FP), avvertendo che potrebbe causare problemi per gli esami negli anni successivi. Per Marco Carrel (AdC) la riforma è stata un’imposizione, mentre il francese deve essere visto come un’opportunità.Altri dubbi li mette in campo Massimo Lattanzi (FdI) sottolineando in particolare la necessità di ascoltare gli studenti che chiedono un maggiore utilizzo dell’inglese nelle scuole valdostane.

Esame di maturità, Savt Scuola chiede una norma ponte: “Francese orale non sostitutivo

26 gennaio 2026

Sul nuovo esame di maturità il Savt chiede che il disegno di legge approvato dalla Giunta regionale sia “una norma urgente e transitoria” e non una modifica definitiva. La posizione è stata illustrata questa mattina in V Commissione dal segretario del Savt Scuola, Luigi Bolici. L’obiettivo, spiega il sindacato, è “lasciare aperta la strada – sia dal punto di vista tecnico-legislativo sia dal punto di vista politico – a un intervento più articolato e completo”, che possa riportare stabilmente l’orale di francese come prova aggiuntiva.

Bolici ha ricordato ai commissari che, “per ragioni storiche e costituzionali ben note e condivise, l’esame orale di francese dovrebbe essere considerato una prova aggiuntiva rispetto alle quattro materie ministeriali, e non sostitutiva”. Al contrario, ha evidenziato, il testo in discussione prevede la sostituzione “sic et simpliciter” di una delle prove orali specifiche con quella di francese.

Una scelta legata alla necessità di adeguarsi rapidamente alla riforma nazionale. Proprio per questo, secondo il Savt, “l’intervento legislativo proposto – oggi indispensabile – non dovrebbe essere adottato in forma strutturale, ma come norma transitoria”, in attesa di poter sistemare nel corso del prossimo anno il quadro regolamentare di riferimento e rendere possibile ciò che al momento viene negato dal Ministero.

Bolici ha inoltre indicato una possibile strada: affiancare alla legge transitoria un intervento sulla norma di attuazione (legge 176 del 1978, in particolare l’articolo 28) per “rimuovere” gli ostacoli evidenziati dal Ministero e arrivare poi a un successivo adeguamento della legge regionale 11/2018, prevedendo in modo strutturale la prova orale di francese aggiuntiva, in coerenza con il sistema di bilinguismo della Regione.

Esame maturità, Cisl: “Si rispetti la peculiarità statutaria della Valle d’Aosta”

23 gennaio 2026

“Perché la Regione Autonoma Valle d’Aosta non possa vedere rispettata la propria peculiarità statutaria, tanto più che la spesa
finanziaria per la retribuzione di un ulteriore commissario graverebbe sul bilancio regionale?” E’ quanto si chiede la Cisl Valle d’Aosta intervenendo sull’ennesima riforma dell’esame di Stato o Maturità.

Il sindacato pone l’attenzione in primis sulle decisioni assunte dal Governo Meloni evidenziando come l’esame “ritorna ad essere connotato in senso disciplinare“. Il rischio per la Cisl Vda è che i docenti siano indotti “ad impostare nuovamente la didattica su modelli prevalentemente trasmissivi di conoscenze, impostazione che da tempo la scuola ha cercato di superare a favore di una didattica esperienziale., orientata all’acquisizione di competenze trasversali e ad una valutazione formativa”.

Altro punto critico è l’individuazione delle quattro discipline caratterizzanti a gennaio. “Il rischio evidente è che su di esse finiscano per concentrarsi attenzione e impegno, a danno delle altre discipline e con riflessi negativi sul livello di preparazione complessivamente raggiunto”.

Sulla norma regionale, invece, il sindacato ricorda come “la lingua francese sia un arricchimento culturale, peraltro sancito dallo Statuto di Autonomia” e pertanto “la prova orale di lingua francese all’Esame di stato non debba sostituire una delle discipline individuate dal Ministero ma debba aggiungersi alle altre prove previste dal Ministero”. Da qui l’appello al Ministro Valditara, affinché “anche il governo
nazionale accolga le istanze derivanti dal particolarismo valdostano su tale materia”.

Maturità, dalla Giunta un disegno di legge per uniformare la composizione delle commissioni

16 gennaio 2026

E’ stata approvata dalla Giunta regionale una proposta di disegno di legge riguardante la composizione delle commissioni dell’esame di maturità, in modifica alla legge regionale n. 11 del 2018 e in risposta alle nuove disposizioni introdotte a livello nazionale.

La modifica ha l’obiettivo di coordinare la legislazione regionale con le norme introdotte dal decreto legge n. 127 dello scorso settembre, in particolare per quanto concerne la composizione delle commissioni d’esame.

La nuova norma nazionale prevede infatti che, dal corrente anno scolastico, l’esame si focalizzi su quattro discipline: due inerenti alle prove scritte ministeriali e due aggiuntive, sempre definite dal ministero.

Tenuto conto dello Statuto regionale, in Valle d’Aosta è previsto anche lo svolgimento di una terza prova scritta di francese, che comporta obbligatoriamente la presenza nelle commissioni d’esame di un docente di tale lingua.

Per questo, sulla base del confronto con il Ministero dell’istruzione e del merito, il disegno di legge prevede la sostituzione nella prova orale di una delle discipline individuate dal ministero con la lingua francese, fatta eccezione per quegli indirizzi di studio per i quali la lingua francese rientra già tra le suddette discipline (come nei percorsi ESABAC).

A seguito della pubblicazione del decreto ministeriale di fine gennaio che individuerà le discipline oggetto d’esame, l’Assessorato emanerà un decreto che individuerà la disciplina che sarà sostituita dalla lingua francese per ciascun indirizzo di studio.

5 risposte

  1. Pagliacciate de chez nous.
    Chissà come mai il francese è la materia più odiata in tutte le scuole valdostane.

  2. Complimenti! negli istituti tecnici il francese va a sostituire l’inglese. Non ci sono commenti: vivete su un altro pianeta

  3. È una vergogna,questo solo perché il francese è una lingua che in Valle è stata volutamente remunerata in tutti i settori pubblici,ma chi comanda a palazzo non si rende conto che l’inglese è parlato in tutti gli Stati del Mondo (il francese purtroppo no) quindi a mio avviso si dovrebbe aggiungere questa materia in esame senza sostituire altre materie,magari dando la possibilità a chi vuole avere anche l’idoneità in lingua Francese di fare anche questo esame

  4. In teoria nelle regioni bilingue la seconda lingua deve essere nell’esame di maturità come materia aggiuntiva che fa media con italiano (se ho letto bene a Bolzano ha fatto così), ma non ho le compotenze tecniche di Sovraintenza e Assessorato per capire se era tecnicamente possibile farlo senza avere rogne con il MIM. Unica cosa che potrebbe dare problemi questa cosa sono per gli indirizzi tecnici e professoniale: visto che quel diploma deve certificare le compotenze relative le materie caratterizzanti dell’indirizzo (sono 3 normalmente), per la nuova maturità è stato previsto che almeno 2 delle 4 materie che verranno trattate all’esame siano materie caratterizzanti di indirizzo? E nel caso nostro, nella legge varata dalla Giunta sull’esame è indicato che la materia di francese non deve sostituire in alcun modo una materia caratterizzante di indirizzo? Se queste cose non le hanno previste o indicate, allora per gli indirizzi tecnici e professionali l’esame e il diploma diventano un farsa: a sto punto tanto vale fare un esame breve su italiano, francese ed educazione civica (così puoi dare la certiificazione di francese), e dare come voto di diploma un punteggio il cui 70% è dato dalla media aritmetica delle materie allo scrutinio finale di quinta e dal PCTO, e il restante 30% sia dato dal mini-esame.

  5. Assurdo, tutto questo è veramente assurdo. Le altre discipline continuano a essere penalizzate dal francese, ma basta!

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