Si è chiusa con cinque assoluzioni, nella mattinata di oggi, giovedì 5 marzo, l’udienza preliminare in cui erano imputati alcuni dipendenti dell’Azienda Pubblici Servizi del comune di Aosta, chiamati a rispondere di illeciti nell’ambito dei servizi cimiteriali.
I dipendenti dell’azienda Tonio Attilio Galletta e Marco Rostagno sono stati assolti “perché il fatto non costituisce reato” dalla contestazione di aver falsificato le timbrature di entrata e uscita dal lavoro. Nei loro confronti, la procura aveva chiesto al giudice una condanna a quattro mesi di reclusione e 300 euro di multa ognuno.
Gli stessi due dipendenti e il caposervizio dell’Aps Maurizio Righini erano imputati anche di peculato d’uso, accusa dalla quale sono stati assolti in considerazione della “particolare tenuità del fatto”. Era già stato il pubblico ministero nella precedente udienza, a sollecitare ai giudici tale pronunciamento.
Assolti anche, con la formula “perché il fatto non costituisce reato”, l’impresario Salvatore Barillaro e Mohamed El Ghouzi, a giudizio per la sottrazione di energia elettrica. Anche nel loro caso, la procura aveva invocato ai giudici l’esito assolutorio.
I tre imputati dell’Aps erano difesi dagli avvocati Corinne Margueret e Ascanio Donadio, che, poco dopo la lettura del dispositivo, ha dichiarato: “Una sentenza che rende giustizia agli imputati”. Difensore delle altre due persone a giudizio era l’avvocato Liala Todde.
L’Azienda Pubblici Servizi si era costituita parte civile nel processo, con l’avvocato Andrea Giunti. Le indagini erano state sviluppate dal Nucleo Operativo e Radiomobile dei carabinieri di Aosta.
Timbrature “taroccate” all’Aps, il pm chiede due condanne
23 gennaio 2026, Ore 18.18

E’ stato rinviato al prossimo 5 marzo, data in cui è attesa la sentenza, il processo che vede imputati alcuni dipendenti dell’Azienda Pubblici Servizi del comune di Aosta, per ipotesi di illeciti nell’ambito dei servizi cimiteriali.
Durante la discussione dell’udienza preliminare, tenutasi negli scorsi giorni, la Procura ha chiesto di condannare, a quattro mesi di reclusione e 300 euro di multa ognuno, i dipendenti dell’azienda Tonio Attilio Galletta e Marco Rostagno, chiamati a giudizio per aver falsificato le timbrature di entrata e uscita dal lavoro.
Le imputazioni di peculato (che riguardavano non solo i dipendenti, ma anche – nella fattispecie del peculato d’uso – il caposervizio dell’Aps Maurizio Righini) sono state oggetto di richiesta di assoluzione, da parte del pubblico ministero.
Infine, assoluzione è stata sollecitata ai giudici anche per l’impresario Salvatore Barillaro e di Mohamed El Ghouzi, a processo per furto di energia elettrica. Le difese di tutti hanno formulato richieste assolutorie. I tre imputati dell’Aps sono difesi dagli avvocati Corinne Margueret e Ascanio Donadio, mentre gli altri dal legale Liala Todde.
L’Azienda Pubblici Servizi si è costituita parte civile nel procedimento, attraverso l’avvocato Andrea Giunti ed ha chiesto un risarcimento danni, da definire in un separato giudizio. Ad indagare era stato il Nucleo Operativo e Radiomobile dei carabinieri di Aosta.

2 risposte
quattro mesi di reclusione e 300 euro di multa er aver falsificato le timbrature di entrata e uscita dal lavoro ???? eh ma sono impazziti ??? e allora a tutti i ratti che si defilano dal parlamento o presenziano 1 volta all’anno se va bene e prendono migliaia e migliaia di soldi pubblici dovremo dare l’ergastolo (solo perche la condanna a morte è stata abolita)
Caro Ettore.
Troppo spesso l’onestà è vissuta come un valore relativo.
Se qualcuno ruba più di te sei autorizzato a sentirti quasi onesto.
Quando uno si appropria di qualcosa che non gli compete è un ladro, e se c’è chi ruba più di te vuol dire semplicemente che è un ladro migliore (o peggiore) di te.