Sul nuovo esame di maturità il Savt chiede che il disegno di legge approvato dalla Giunta regionale sia “una norma urgente e transitoria” e non una modifica definitiva. La posizione è stata illustrata questa mattina in V Commissione dal segretario del Savt Scuola, Luigi Bolici. L’obiettivo, spiega il sindacato, è “lasciare aperta la strada – sia dal punto di vista tecnico-legislativo sia dal punto di vista politico – a un intervento più articolato e completo”, che possa riportare stabilmente l’orale di francese come prova aggiuntiva.
Bolici ha ricordato ai commissari che, “per ragioni storiche e costituzionali ben note e condivise, l’esame orale di francese dovrebbe essere considerato una prova aggiuntiva rispetto alle quattro materie ministeriali, e non sostitutiva”. Al contrario, ha evidenziato, il testo in discussione prevede la sostituzione “sic et simpliciter” di una delle prove orali specifiche con quella di francese.
Una scelta legata alla necessità di adeguarsi rapidamente alla riforma nazionale. Proprio per questo, secondo il Savt, “l’intervento legislativo proposto – oggi indispensabile – non dovrebbe essere adottato in forma strutturale, ma come norma transitoria”, in attesa di poter sistemare nel corso del prossimo anno il quadro regolamentare di riferimento e rendere possibile ciò che al momento viene negato dal Ministero.
Bolici ha inoltre indicato una possibile strada: affiancare alla legge transitoria un intervento sulla norma di attuazione (legge 176 del 1978, in particolare l’articolo 28) per “rimuovere” gli ostacoli evidenziati dal Ministero e arrivare poi a un successivo adeguamento della legge regionale 11/2018, prevedendo in modo strutturale la prova orale di francese aggiuntiva, in coerenza con il sistema di bilinguismo della Regione.
