Diritto alla Salute chiede aiuto ai sindaci per raggiungere i più fragili

L'Associazione, che si propone di offrire una risposta concreta a bisogni sanitari reali e urgenti di chi si trova in difficoltà, ha al momento intercettato pochi utenti.
Sergio Crotta al Celva
Sanità

Se nel servizio sanitario pubblico il problema è la carenza di personale, per l’Associazione Diritto alla Salute oggi la difficoltà è l’opposto: mancano gli utenti. Costituita nel 2024 e diventata operativa nel marzo scorso, l’Associazione – nata dall’iniziativa di un gruppo di medici in pensione – si propone di offrire una risposta concreta a bisogni sanitari reali e urgenti di chi si trova in difficoltà.

“Purtroppo i dati sulla povertà in Italia ci dicono che circa il 7,6% della popolazione vive in condizioni di indigenza – sottolinea il presidente Sergio Crotta –. Questo significa che molte persone rinunciano alle cure, non perché non ne abbiano bisogno, ma perché non possono permettersele”.

In Valle d’Aosta, però, al momento sono ancora poche le persone che si sono rivolte all’Associazione. “Da marzo abbiamo ricevuto 32 contatti e seguito 18 pazienti, per un totale di 40 visite“, racconta la vicepresidente Sabina Modesti.
Di questi la maggior parte sono italiani.

Da qui la decisione di chiedere il supporto dei sindaci per diffondere le attività dell’Associazione. “Abbiamo chiesto di poterci presentare ai sindaci perché riteniamo che, grazie alla vostra presenza capillare sul territorio, possiate aiutarci a intercettare le persone che vivono un bisogno sanitario e che spesso non sanno nemmeno della nostra esistenza – spiega Crotta –. Nonostante la comunicazione sui giornali e le conferenze stampa, chi ha davvero bisogno fatica a raggiungerci. Vi chiediamo una mano per aiutarci a lavorare”.

L’Associazione, che oggi conta circa 30 medici affiancati da infermieri, un assistente sociale e diversi volontari, ha come obiettivo quello di offrire prestazioni medico-specialistiche gratuite a persone che non riescono ad accedere al sistema sanitario nei tempi necessari o che non dispongono delle risorse economiche per rivolgersi al privato.

“Trovare un medico di medicina generale è sempre più difficile – osserva Crotta – e anche quando si riesce a ottenere un’impegnativa per una visita specialistica, i tempi di attesa sono spesso molto lunghi. Chi ha possibilità economiche si rivolge al privato, chi non le ha resta senza cure. È qui che interveniamo noi: garantiamo visite specialistiche in tempi brevi“.

L’esperienza prende spunto da iniziative analoghe avviate a Ivrea e, prima ancora, a Borgomanero. “A Ivrea oggi vengono seguite circa 300–400 persone all’anno grazie all’impegno di oltre 40 operatori sanitari”.

Grazie alla collaborazione con l’Usl, l’Associazione ha trovato spazio nei locali del consultorio di Pont-Suaz, dove riceve due volte a settimana i pazienti. Macchinari e copertura assicurativa sono invece garantiti dal contributo annuale dei soci e dalle donazioni, tra cui i 15mila euro della Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta. Ulteriori sostegni sono arrivati dai tre club Lions valdostani e dall’Associazione Les Amis du Coeur.

L’ambulatorio di “Diritto alla Salute”, per curare gratuitamente i non abbienti, è ora operativo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google. e Termini di servizio fare domanda a.

Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte