Alle Olimpiadi Milano-Cortina l’altra squadra valdostana è quella dei soccorsi

Sei medici e due infermieri del Dipartimento Emergenza-Urgenza dell’Azienda Usl stanno prendendo parte ai servizi di soccorso sanitario in pista e in elisoccorso.
Dottoressa Margherita Urgesi
Società

Alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 i valdostani non inseguono solo il podio: sono in prima linea per salvare vite.
Sei medici e due infermieri del Dipartimento Emergenza-Urgenza dell’Ospedale Parini di Aosta stanno prendendo parte ai soccorsi sanitari in pista e in elisoccorso.

Si tratta dei medici rianimatori Stefano Santoro, Nicola Di Francesco e Stéfanie Ziegler, operativi sull’elisoccorso, e Margherita Urgesi, Alessandro Lamorte e Carlo Alberto Tarea, per il soccorso in pista. Assieme a loro vi sono anche  gli infermieri Francesco De Dionigi e Monique Ferrod, impegnati nelle “venues”, presidi sanitari specializzati e aree di primo intervento allestite direttamente all’interno o nei pressi degli impianti di gara, villaggi olimpici e luoghi di premiazione.

Stefano Santoro
Stefano Santoro

“La partecipazione dei professionisti dell’Azienda Usl Valle d’Aosta alla macchina dei soccorsi olimpici – sottolinea Stefano Podio, Direttore del Dipartimento dell’Emergenza Urgenza – rappresenta un riconoscimento concreto dell’elevato livello di preparazione del personale sanitario valdostano e un’importante opportunità di crescita, le cui competenze ed esperienze torneranno a beneficio dell’intero sistema sanitario regionale”.

I professionisti valdostani impegnati si sono candidati e sono stati selezionati nell’ambito di un bando dell’Ospedale Niguarda, “Ospedale olimpico”. Oltre ai curricula professionali, la valutazione verteva su prove tecniche sugli sci. A seguire era obbligatorio prendere parte ad un corso  di formazione di tre giorni dedicato al soccorso in pista e in ambiente invernale.

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Dott Stefano Santoro
Stefano Santoro ha passato tre giorni in servizio sull’elisoccorso ed è appena rientrato da Livigno. “Essere parte del dispositivo di elisoccorso delle Olimpiadi significa operare in un contesto di massima complessità, dove la sicurezza degli atleti e del pubblico dipende da preparazione, coordinamento e rapidità decisionale. È un’esperienza professionalmente molto intensa, che valorizza le competenze maturate in anni di lavoro nell’emergenza e nel soccorso in ambiente montano. La grande preparazione che si acquisisce nel contesto alpino valdostano, dove il soccorso in ambienti impervi fa parte della quotidianità, rappresenta un valore aggiunto fondamentale in un evento di rilevanza mondiale come questo e un motivo di orgoglio nel rappresentare la sanità regionale”.

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E’ invece ancora a Livigno Margherita Urgesi, anestesista rianimatore, attualmente al lavoro nell’assistenza sanitaria durante le gare di Moguls.

“Per la selezione abbiamo aderito a un bando con requisiti ben precisi, seguito da prove sugli sci e da un corso obbligatorio di soccorso in pista – racconta –. Ho 37 anni, sono originaria di Torino e non sono maestra di sci, ma ho fatto sci club in Valle d’Aosta per molti anni. Avevo già svolto assistenza sanitaria alla Coppa del Mondo di La Thuile lo scorso anno, ma il clima che si respira alle Olimpiadi è davvero un’altra cosa: essere qui è già una bellissima esperienza, sia dal punto di vista professionale sia umano”.

Prende servizio oggi sempre a Livigno Monique Ferrod, infermiera di emergenza territoriale e maestra di sci alpino.
Opererà durante le gare di half pipe, cross e slopestyle.
“Ho fatto richiesta online lo scorso giugno, indicando il mio livello sugli sci e la disponibilità – spiega –. Sono stata esonerata dalle prove di selezione grazie alla documentazione relativa alla mia attività di maestra di sci e, per la parte formativa, grazie a un corso teorico-pratico specifico sul soccorso in pista e su terreni impervi invernali, organizzato dalla Società Italiana Infermieri di Emergenza Territoriale. Ho deciso di partecipare perché questa esperienza unisce il mio lavoro alla mia più grande passione: è un sogno che inseguo da tempo e che spero, in futuro di veder realizzare anche nella realtà valdostana”.

A Bormio, dal 19 al 21 febbraio, durante le gare di Sci Alpinismo – disciplina alla sua prima apparizione olimpica – opererà Carlo Alberto Tarea, anestesista rianimatore. “Sono stato selezionato sulla base del curriculum e delle abilità sciistiche, valutate a inizio dicembre al Passo del Tonale – racconta –. Partecipare professionalmente alle Olimpiadi, per di più in una disciplina al suo debutto, è motivo di grande orgoglio e rappresenta un’esperienza di altissimo valore professionale”.

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