Albarello si inchina a Brignone: “Immensa, ha scritto la storia dello sport”

Con i due ori la sciatrice riporta la Valle d’Aosta sul tetto del mondo olimpico 32 anni dopo Lillehammer. Il campione del fondo esalta anche Federico Pellegrino e le medaglie azzurre di squadra: “Ha coronato una carriera straordinaria”.
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Dopo 32 anni, la medaglia d’oro olimpica torna in Valle d’Aosta. Nel 1994 a Lillehammer Marco Albarello nello sci di fondo e Mirko Vuillermin nello short track portarono la nostra regione sul tetto del mondo. Ora quell’impresa è riuscita a Federica Brignone, che ha scritto una delle pagine più incredibili della storia dello sport mondiale.

“Bisogna parlare di medaglie d’oro che tornano in Valle d’Aosta, al plurale: quello ha fatto Federica è stato immenso”. Marco Albarello è estasiato, ammette di non avere più aggettivi per descrivere la Tigre di La Salle: “non trovo le parole, cosa devi dire dopo una cosa del genere? Rischierei di dire solo banalità. Non posso fare altro che inchinarmi a lei”.

Il campione olimpico elogia la testa, la caparbietà di Brignone, il suo essere tornata non solo a sciare dopo 10 mesi massacranti, non solo ad essere competitiva, ma addirittura a vincere il titolo più prestigioso per un atleta: “Io la conosco e sapevo che poteva fare un buon risultato, ma da lì a vincere due medaglie, senza aspettative e praticamente senza allenamento, contro avversarie che si sono preparate per anni per essere al top…beh, ce ne passa”, continua Albarello. “Puoi prendere tutti gli antinfiammatori che vuoi, fare fisioterapia, ma se ti fa male la gamba c’è poco da fare: io ho vinto 5 medaglie olimpiche e 4 mondiali, non ho mai avuto infortuni, ma ho perso gare e medaglie anche solo per un raffreddore. Lei è stata immensa”.

In molti si interrogano ora sul futuro di Federica Brignone, su quali possano essere gli stimoli dopo aver vinto tutto e dopo aver superato un simile infortunio, ma Albarello crede di sapere la risposta: “Intanto, deve riposare ed essere lasciata tranquilla. Se lo merita. Conoscendola, vorrà continuare: non per cercare un risultato, ma perché vuole divertirsi e tornare a sciare al suo livello”.

Anche lo sci di fondo ha regalato grandi gioie all’Italia, con due bronzi in staffetta e team sprint, con Federico Pellegrino assoluto protagonista. Per la team sprint si tratta della prima medaglia assoluta, mentre in staffetta è un ritorno a 20 anni dall’oro di Torino 2006 con Valbusa, Di Centa, Zorzi e Piller Cottrer. Direttore tecnico di quella spedizione trionfale (un altro oro con Di Centa nella 50 km, più i bronzi di Piller Cottrer nello skiathlon e della staffetta femminile con Paruzzi, Valbusa, Confortola e la valdostana Follis) era proprio lo stesso Albarello, che aveva scritto una pagina memorabile a Lillehammer con l’oro quasi insperato insieme a De Zolt, Vanzetta e Fauner, più un bronzo individuale nella 10 km, ed un argento in staffetta con Fauner, Maj e Valbusa a Nagano 1998.

“Chicco ha coronato il suo obiettivo, mettendo la ciliegina sulla torta di una grande carriera”, commenta Albarello. “Ha sempre vinto le sue gare, gli mancava la medaglia di squadra. È un faro per il movimento e per i giovani, ma anche quello che hanno fatto gli altri ragazzi della staffetta e Barp nella team sprint è stato stratosferico. È un bel segnale perché la squadra sta crescendo, e la strada che stiamo seguendo come federazione sta dando risultati. Certo, per l’oro c’è ancora tantissimo da fare, ma stiamo lavorando molto bene con i giovani e se si dà loro la possibilità di fare bene lo spazio c’è: la federazione crede in loro, il movimento deve continuare da qui”.

Una risposta

  1. Io tutti questi inchini e lodi sperticate sinceramente non li capisco, ci sono tante altre atlete come ( e forse pure meglio) della Brignone, e queste Olimpiadi lo hanno dimostrato, che sono cadute, hanno sofferto e si sono rialzate esattamente come lei, anzi, alcune anche col carico della famiglia da gestire che le rende ancora più speciali e che però, chissà perchè, non fanno notizia. E che non hanno madri onnipresenti e invadenti come la Quario, che si sente sempre in dovere di intervenire anche quando il suo parere non è richiesto, ma la figlia non prova mai un pò di imbarazzo ad avere una madre così?

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