Da un lato una squadra forte, strutturata ed abituata alla serie A, dall’altra la debuttante che fa ancora fatica a calarsi nella nuova categoria, complice una rosa ristretta che continua a fare i conti con la sfortuna (oggi due nuovi infortuni presumibilmente seri, con la spalla che ha giocato un brutto scherzo sia a Lallinaj che a Kelly): a Sarre Stade Valdôtain Rugby-CUS Milano finisce 26-64 ma, a guardare il bicchiere mezzo pieno, i Leoni tornano a conquistare un punto in classifica grazie al bonus offensivo.
Che sarà un’altra domenica difficile lo si capisce dall’inizio, quando dopo pochi secondi Oleari va in meta (dopo un sospetto in avanti milanese) con trasformazione di Longo, seguito al 9’ da Bolzoni per lo 0-12. Dopo lo shock iniziale lo Stade Valdôtain si scuote e inizia a giocare, andando in meta al 13’ con Maietti che trasforma, ma perdendo Lallinaj per un infortunio alla spalla destra. I Leoni continuano il forcing e pareggiano al 20’ con Litvin, intelligente a sfruttare un corridoio in fascia, prima di subire due mete in inferiorità numerica da Mozzi e Cederna (entrambe trasformate da Longo), di cui la prima dopo una serie di vantaggi non sempre comprensibili concessi dall’arbitro (un po’ il letimotiv soprattutto del primo tempo), e la seconda dopo una grossa ingenuità in attacco dei padroni di casa. Ecco, proprio gli errori e le ingenuità sono stati forse il segno distintivo tra le due squadre, la grande differenza tra chi è abituato alla categoria e chi ancora deve farsi le ossa: lo Stade sbaglia, il CUS Milano non perdona. Prima della fine del primo tempo c’è ancora tempo per la meta di Granieri (Longo trasforma) per il 12-33.

Ad inizio ripresa si vede tutto un altro Stade, che quando gioca come sa è capace di far vedere in campo non solo cuore, ma anche azioni ben manovrate. E infatti dopo 3’ Kelly schiaccia in meta ma la paga caramente facendosi male alla spalla sinistra, con i gialloneri sul 19-33 (Maietti trasforma) e a una sola meta dal bonus offensivo, ormai diventato l’unico obiettivo di giornata dopo che a metà ripresa il CUS Milano, nonostante gli attacchi valdostani, si ritrova avanti 45-19. E l’obiettivo viene raggiunto al 37’ grazie a Calvone, che trascina l’ovale oltre la linea per una meta che viene accolta (e che vale) come una vittoria, prima che i milanesi dilaghino con altre due mete in pochi minuti fino al 64-26 finale.

“Sapevamo di andare a giocare contro una squadra molto prestante nel gioco aperto”, ha detto a fine partita coach Luis Otano. “Avevamo chiesto ai ragazzi che, dopo ogni errore, la prima cosa fosse tornare subito a difendere, perché sono molto bravi a spostare il pallone e a metterti in difficoltà. Questo purtroppo non lo abbiamo fatto con la prontezza necessaria: quando perdi palla e stai attaccando, contro squadre così devi essere immediatamente reattivo in fase difensiva. La parte offensiva, invece, ci è piaciuta: abbiamo fatto quello che avevamo preparato in allenamento. Però c’è ancora tanto da migliorare. Sono comunque contento che abbiano giocato tutti i ragazzi: mettere minuti ed esperienza nelle gambe dei giovani del posto è importante e ci darà una grande mano in prospettiva futura”.
Buona la prestazione di Samuele Calosso, che dice: “Dal punto di vista dell’impatto fisico abbiamo difeso bene. Quando sono entrati nei nostri 22 metri, i ragazzi ci hanno messo cuore, spalle e fatica: sotto quell’aspetto non posso rimproverare nulla. Siamo una squadra che, quando viene messa sotto pressione vicino alla linea, spesso riesce anche a respingere gli avversari. Grinta, rabbia, spalle e cuore non sono mancate. È chiaro che giocare spesso con decisioni contro rende tutto più faticoso — alcune secondo me discutibili, altre giuste — ma non voglio che diventi un alibi. Le partite non si spiegano con quello. La sensazione è che il risultato non renda pienamente atto di ciò che abbiamo fatto, ma allo stesso tempo ci siamo complicati la vita con mete evitabili. Subire una meta dopo venti secondi per una disattenzione pesa. Altre sono arrivate sugli spazi, perché non abbiamo scalato bene o non siamo stati reattivi nel correre e sistemarci. Non è mancata la grinta o il coraggio nel placcaggio. Prendiamo mete perché difendiamo male in alcune situazioni, non perché abbiamo paura dell’impatto. Per la prossima dobbiamo ripartire proprio da qui: sistemare i dettagli difensivi, essere più lucidi nei primi minuti e più ordinati nelle scalate. La base caratteriale c’è, ora dobbiamo alzare il livello tecnico e di concentrazione”.
Formazione Stade: 1 Gontier Massimo, 2 Marchesini Massimo, 3 Beukes Chemigan, 4 Lallinaj Geri, 5 Tavella Andrea, 6 Torriani Ludovico, 7 Piccolo Francesco, 8 Duc Alberto, 9 Litvin Yuri, 10 Lancione Luca, 11 Manga Clayton, 12 Maietti Gabriele, 13 Calosso Samuele, 14 Kelly Kyle, 15 Gramajo Jeronimo
A disposizione: 16 Gontier Stefano, 17 Suarez Liam, 18 Lo tufo Nicholas, 19 Sebastiani Matteo, 20 Calvone Andrea, 24 Chierici José, 22 Barbieri Andrea, 23 Spagnolli Gianpaolo.
Allenatori: Otaño Luis, German Parra, Ferrucci Stefano
Formazione CUS Milano: 1 Parisi Antonio, 2 Mozzi Giacomo, 3 Nucci Matteo, 4 Granieri Martin, 5 Balocco Edoardo, 6 Mantovani Niccolò, 7 Toscano Lorenzo, 8 Borgonovo Andrea, 9 Longo Nicola, 10 Colli Matteo, 11 Oleari Fabio, 12 Gazzola Giacomo, 13 Anzaghi Andrea, 14 Cederna Edoardo, 15 Bolzoni Tommaso
A disposizione: 16 Erhabor Ewemade, 17 Cusimano Davide, 18 Ostoni Luigi, 19 Galazzi Lorenzo, 20 Alagna Gregorio, 21 Morandino Giacomo, 22 Borzone Renato, 23 Randazzo Matteo
Allenatori: Boggioni Pietro
