La scuola dell’infanzia di Saint-Pierre in futuro potrebbe trasferirsi accanto alla primaria e al nido, andando a comporre un vero e proprio polo scolastico. La strada è stata tracciata nelle scorse settimane dalla Giunta comunale, che ha approvato il Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP) per la realizzazione della nuova scuola.
La soluzione individuata come prioritaria prevede la demolizione dell’attuale edificio di via Corrado Gex e la costruzione di una nuova struttura in località Ordines, nell’area già occupata dalla scuola primaria e dall’asilo nido.
La scelta nasce dalle verifiche sismiche effettuate nel 2023 sull’edificio esistente, che hanno evidenziato la necessità di importanti interventi di adeguamento antisismico, oltre a lavori di manutenzione straordinaria, efficientamento energetico e riorganizzazione degli spazi interni.
Il Comune ha quindi commissionato uno studio tecnico-economico che ha analizzato tre possibili scenari: la ristrutturazione dell’edificio esistente, la demolizione e ricostruzione in nuova sede oppure la demolizione e ricostruzione con servizi condivisi con la scuola primaria.
È stata scelta quest’ultima soluzione, che consentirebbe di creare un campus scolastico integrato nell’area di Ordines, già destinata a servizi scolastici dal piano regolatore. Il progetto, dal costo stimato di 2,8 milioni di euro, punta a realizzare un complesso compatto e funzionale, con spazi e servizi condivisi tra scuola dell’infanzia e primaria.

Il primo nodo riguarda il reperimento delle risorse economiche necessarie, come spiega l’assessore comunale ai lavori pubblici Marco Frassy: “Vista l’entità dell’investimento abbiamo iniziato a valutare tutte le possibili fonti di finanziamento. La più consistente è quella legata al GSE per gli edifici near zero energy building: un contributo che potrebbe superare 1,3 milioni di euro, già un aiuto molto importante”.
La scelta di puntare su una scuola ad altissima efficienza energetica comporta un investimento iniziale più elevato ma garantisce benefici nel tempo. “Realizzare un edificio con queste caratteristiche costa di più all’inizio, ma consente di accedere ai contributi e soprattutto di avere costi di gestione molto più contenuti nel lungo periodo”.
Accanto al GSE, il Comune sta valutando altre opportunità. “Di recente sono state pubblicate anche le regole attuative del Conto termico 3.0, che potrebbe rappresentare un’ulteriore possibilità”.
Il Comune guarda anche a piazza Deffeyes: “Stiamo lavorando su più fronti: il GSE, ma anche la Regione con l’assessorato regionale all’Istruzione, che gestisce i fondi per l’edilizia scolastica. Finora erano destinati soprattutto agli edifici esistenti, ma stiamo verificando se possano esserci opportunità anche per nuove costruzioni”.
Il futuro polo scolastico servirebbe un bacino di circa 200 bambini, tra cui circa 100 della scuola primaria e 60-70 della scuola dell’infanzia.
L’area edificabile disponibile è di circa 1.400 metri quadrati. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo edificio scolastico completo di tutti gli spazi previsti dalla normativa, ma con alcune funzioni condivise con la primaria. È previsto, ad esempio, l’utilizzo della mensa esistente – da ampliare nell’attuale palestra – e la costruzione di una nuova palestra utilizzabile sia dagli alunni sia dalla cittadinanza. Il piano include anche l’unificazione della centrale termica e l’installazione di impianti fotovoltaici per migliorare l’efficienza energetica complessiva. Un collegamento coperto permetterà ai bambini della scuola dell’infanzia di raggiungere la mensa e agli alunni della primaria di accedere alla palestra.
Nella stessa area è in corso anche un altro intervento. “Stiamo realizzando dei lavori nell’edificio vicino, l’ex casa del custode, che diventerà la nuova biblioteca comunale”, spiega Frassy. “L’obiettivo è concentrare in quest’area una parte importante dell’offerta culturale del paese, con spazi facilmente accessibili e dotati di parcheggi”.
La realizzazione del progetto avverrebbe per fasi. “Prima la costruzione del nuovo edificio e solo successivamente la demolizione dell’attuale scuola”, prosegue l’assessore. “Uno dei principi cardine è il consumo di suolo zero: la vecchia scuola verrà demolita e l’area restituita al verde, eventualmente come parco o spazio pubblico”.
Con l’approvazione del DOCFAP si apre ora la fase di redazione del Documento di indirizzo alla progettazione (DIP), passaggio necessario per avviare la progettazione tecnico-economica e inserire l’opera nel piano triennale dei lavori pubblici 2026-2028.
Il progetto guarda anche oltre l’attuale mandato amministrativo, come sottolinea il sindaco Andrea Barmaz. “Abbiamo ancora un anno di consiliatura e stiamo lavorando per il futuro. Abbiamo già avviato i passaggi con la politica regionale, perché cifre di questo tipo non possono essere sostenute da un Comune come il nostro. Dilapidare, inoltre, l’avanzo di amministrazione a un anno dalla fine della legislatura sarebbe una rapina”.
