Nasce il Dahu Trail, nuovo evento di ultra-cycling senza supporto nel cuore delle Alpi occidentali, che partirà da Aosta il 3 agosto 2026 per arrivare a Saluzzo dopo 800 chilometri e 28.000 m D+. Un percorso che prevede otto attraversamenti di confine tra Italia, Francia e Svizzera, quattro checkpoint in rifugi alpini ed un tempo massimo di 8 giorni e mezzo per completare l’impresa. Alla base, l’idea che “non serva andare dall’altra parte del mondo per vivere un’esperienza epica”.
Dietro a questo progetto, un gruppo di quattro amici formato da Martino Basilisco, Fabrizio Donelli, Gala Giannini e Pietro Rusconi, tutti uniti dalla comune passione per la montagna e la lunga distanza. Alcuni di loro corrono nella squadra amatoriale Trace.cc e c’è chi ha partecipato a gare iconiche come la Silk Road Mountain Race, l’Italy Divide e la Badlands, e chi arriva dal trail running, dall’alpinismo e dallo sci di fondo: “Abbiamo messo in comune le nostre esperienze per creare un evento che tenga insieme autosufficienza, lunga distanza, una buona accoglienza ai checkpoint ed armonia con il territorio“, spiegano.
L’idea del percorso nasce da una serie di lunghi giri compiuti negli ultimi anni sulle Alpi occidentali, collegati tra loro come una collana di paesaggi mozzafiato. La sezione valdostana, dice Pietro Rusconi, “rappresenta “il tocco magico del trail“, con sentieri forse meno noti dal punto di vista ciclistico ma particolarmente impegnativi”.

Un nome che viene dalle leggende alpine
L’idea del nome affonda le radici nei ricordi d’infanzia degli ideatori. “L’ispirazione nasce dai racconti che sentivamo durante le prime camminate sulle montagne della Valle d’Aosta. Il Dahu ci è subito sembrato lo spirito guida ideale per questa avventura“. Creatura mitologica diffusa nelle leggende alpine, il Dahu è descritto come un animale adattato alle pendenze, con zampe asimmetriche che gli permettono di muoversi sui versanti ripidi.
Un simbolo perfetto per una sfida che promette “salite ripide, natura selvaggia ed un costante movimento in avanti attorno alla catena alpina”. La sua figura ricorre nelle tradizioni di tutto l’arco alpino interessato dal percorso, diventando così un filo conduttore culturale capace di unire territori diversi ma con radici comuni ed è stato bene rappresentato in un logo minimalista sulle loro pagine social.
Unsupported sì, ma non soli
Il Dahu Trail sarà un evento completamente unsupported, ovvero non saranno ammessi aiuti esterni, né assistenza logistica prenotata prima della partenza. Unica eccezione per la versione a coppie, che avranno la possibilità di pedalare insieme e quindi supportarsi a vicenda.
Il tetto massimo, fissato dagli organizzatori a 50 iscritti, è una scelta dettata sia da esigenze organizzative sia dalla volontà di non sovraccaricare ecosistemi montani sempre più frequentati. Lungo il tracciato saranno presenti quattro checkpoint in rifugi alpini, dove i partecipanti potranno rifornirsi, riposare e sottoporsi a eventuali controlli medici o tecnici. La gestione sarà affidata ai quattro organizzatori e ad un gruppo di volontari che gestiranno i checkpoint, il trasferimento dei bagagli dalla partenza all’arrivo e l’assistenza logistica.
Il rapporto con il territorio e il tema dei sentieri
Il percorso, che avrà come punto di partenza Aosta e terminerà a Saluzzo, passerà per Courmayeur, Bourg-Saint-Maurice, Bardonecchia e Briançon, oltre a valicare numerosi passi alpini e parchi naturali. Fondamentale sarà il rapporto con le comunità locali che rimane uno dei pilastri dell’iniziativa. “Stiamo lavorando a stretto contatto con i comuni di partenza e arrivo affinché l’evento diventi un’occasione di promozione del territorio”, dicono ancora gli organizzatori.
Non manca la consapevolezza del dibattito sull’impatto dei ciclisti in montagna: “Crediamo fermamente nella filosofia Leave No Trace. Oltre ad avere un numero contenuto di iscritti, i partecipanti si impegnano al rispetto degli ecosistemi attraversati e al corretto comportamento in ambiente montano”.

Una sfida prima di tutto personale
Il Dahu Trail sarà aperto sia a singoli sia a coppie e pur essendo un evento che prevede un ordine di arrivo, il suo cuore resterà l’idea della sfida personale. “Va affrontato con spirito d’avventura, riempiendosi gli occhi della bellezza e della fatica di queste montagne. Speriamo che, come noi, anche i partecipanti lasceranno un pezzo di cuore in ogni valle attraversata“.
Perché, come spiegano gli organizzatori stessi, “per vivere l’avventura non serve andare in capo al mondo ma basta avere occhi e cuore aperti per esplorare anche vicino a casa“.
La pagine ufficiale dell’evento è disponibile qui.
