Sin dall’apertura dell’attività è stato il “cuore pulsante” del campeggio-ristorante al lago Lexert di Bionaz. Un riferimento sicuro e cordiale che, per clienti e amici, è venuto meno la scorsa notte, quando Michele Favre, per tanti “Michel”, è morto all’età di 74 anni.
Padre del campione di biathlon Patrick – atleta che ha chiuso la carriera forte di due vittorie individuali in Coppa del mondo, di un argento alla sprint di Kontiolathi nel 1999, di 12 medaglie agli italiani, della partecipazione alle Olimpiadi invernali di Lillehammer (1994) e di Nagano (1998) ed oggi allenatore della nazionale francese femminile di tiro – era stato proprio lui ad avvicinare il figlio allo sci, quand’era ancora piccolo.
“Credo sia stato un ‘pilastro’ nella mia carriera”, ricorda Patrick, vincendo il carattere normalmente schivo e riservato ed aggiungendo che “è stato anche in Asiva, per un periodo”. Un padre “sempre animato dallo sport”, anche se “non ha avuto la fortuna di praticarlo quando era giovane”. Anche l’altro figlio di Michele, Christian, dopo una lunga carriera da skiman del team francese, è oggi responsabile della squadra che cura la preparazione dei materiali della nazionale italiana.
E poi il ricordo di “Michel” nella sua dimensione più universale, al centro del mondo che ruotava attorno al lago meta di numerose gite, di valdostani e turisti, per sfuggire al calore dell’estate e per respirare aria buona. Un idea che, ricorda Patrick, “era partita un po’ in comune” e di cui lui è stato il motore, il “più presente e più importante della famiglia”.
I funerali di Michele Favre sono in calendario per dopodomani, mercoledì 8 aprile, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Oyace. Per tutti coloro che lo hanno conosciuto, resterà l’immagine di lui nel verde degli alberi attorno al lago, tra tende e camper d’estate, e vicino alla pista di fondo che passa proprio vicino al locale, d’inverno. La storia di una vita, la storia di una famiglia.
